Medicina: curare a distanza.

Medicina - Salute



Cure e assistenza sanitaria a distanza. Se c’è un settore in cui la tecnologia aiuta davvero a migliorare la qualità della vita questo è sicuramente quello medico. Grazie alla telemedicina, infatti, si possono garantire controlli e terapie anche ai malati che si trovano lontani da ospedali e strutture sanitarie, vuoi perché abitano in località inaccessibili e perché impossibilitati a muoversi. Con risultati davvero eccellenti.



Anche nel nostro paese le applicazioni di telemedicina stanno cominciano sempre più a prendere piede, anche se spesso si tratta più che altro di progetti sperimentali. Ma la strada è aperta ed il successo di molte iniziative fa ben sperare per il futuro. In sintesi, la telemedicina consiste nella trasmissione di dati clinici, segnali biologici e immagini diagnostiche anche tridimensionali, via etere. Tra i sistemi più interessanti e innovativi la possibilità di effettuare un elettrocardiogramma attraverso un ecografo portatile, trasferendo i dati anche via cellulare al centro di ascolto.



L’applicazione più usata sinora è, infatti, quella di collegare i medici di base in visita ai pazienti con centri specialistici, cui possono inviare i dati per un’analisi più approfondita. E’ questo il caso di un progetto avviato a marzo dall’Istituto superiore di Sanità in collaborazione con il dipartimento di scienze cardiovascolari dell’Università La Sapienza di Roma, la società farmaceutica Takeda, l’Imtes (Istituto per la telematica in Sanità) e la Fondazione Salvatore Maugeri, che permette ai medici di base che operano in alcune piccole isole di Sicilia e Lazio di eseguire, tramite postazioni in loco, analisi chimico-cliniche ed ecg e trasmettere i dati alle strutture sanitarie per un consulto specialistico in tempo reale.



Risultati eccellenti sono stati ottenuti dall’Ausl di Bologna in una sperimentazione per il controllo a distanza della patologia delle piaghe da decubito, che colpisce in Italia un milione di anziani. Agli infermieri addetti all’assistenza è stato fornito un computer palmare col quale inviavano i dati clinici a una centrale operativa che stabiliva le esatte cure e il progresso della guarigione. Con questo sistema le visite si sono ridotte da 3,7 a 2,3 durante le 16 settimane di sperimentazione, con un risparmio di risorse del 38% e una percentuale di guarigione del 41% delle ulcere.


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