Medicina: la salute nel dna.

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Com’è la vostra salute? Per saperlo basta inviare per posta un vostro capello o un campione di saliva e di sangue ad un laboratorio specializzato in analisi del dna. E nel giro di qualche settimana avrete una risposta esatta riguardo ai rischi di malattie genetiche, ma anche la vostra propensione all’alcolismo e persino al gioco d’azzardo. Fantascienza? Tutt’altro. A Seattle la Genelex Corporation, azienda leader nell’analisi del dna, fa proprio questo, al costo di 400 dollari. Ma c’è chi non vede di buon occhio questo genere di iniziative.



L’impronta genetica di ognuno di noi è composta da 3 miliardi di “lettere”, che costituiscono quello che è il nostro dna. Allo stato attuale sono state decodificate il 99% di queste lettere, dalla cui analisi è possibile individuare con certezza assoluta malattie determinate dal difetto di un unico gene, come l’emofilia, ed invidiare la percentuale di rischio per quelle dovute all’alterazione di più geni, come i tumori. Ed è proprio quello che fa la Genelex, rivelando la propensione di circa 2000 malattie, tra cui il diabete, l’arteriosclerosi, le malattie vascolari, quelle ossee e molte altre. Consigliando, poi, i farmaci più adatti e soprattutto la dieta adeguata per prevenirle.



Quando i “nutritional genetic test” , come sono chiamati, iniziarono nel 2002, i clienti della Genelex erano soprattutto ricchi californiani, magnati della Silicon Valley e attori famosi. Oggi i test sono diventati un vero e proprio “must”, che attira persone di tutti i ceti, come ha sottolineato con orgoglio il presidente della società Howard Coleman - malati cronici, atleti o semplici salutisti. Tanto da sollevare l’interesse e la curiosità del “Washington Post”, che al boom dell’identikit genetico ha dedicato un articolo in prima pagina qualche settimana fa.



Se Coleman parla di “alba di una nuova era”, più perplesso appare il commento di Sujatha Byravan, direttore esecutivo del Council for Responsible Genetics americano: “E’ un mito che questi test genetici abbiano un’alta valenza di pronostico. Un sacco di gente vi si sottopone inutilmente per paura delle malattie e per disinformazione”. Altri puntano il dito sulla mancanza di leggi precise per tutelare questo genere di test, che mettono a rischio la privacy, con rischi di discriminazioni da parte delle assicurazioni mediche o dei datori di lavoro, e non sono regolate dalla rigida Food and Drugs Administration.


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