Medicina: più prevenzione al seno

Medicina - Tumori



Nuove speranze nella lotta contro il tumore al seno. L’ultimo ritrovato per combattere uno dei più temuti tumori maligni femminili si chiama tamoxifene, un agente non steroideo con proprietà antiestrogeniche, la cui efficacia preventiva è stata dimostrata da uno studio italiano promosso da Umberto Veronesi, ex ministro della Salute e oggi direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia (Ieo). Lo stesso studio ha fatto passi avanti anche a livello di prevenzione, individuando meglio i soggetti più a rischio.




In Europa il tumore al seno rappresenta il 22 per cento dei tumori maligni femminili e colpisce maggiormente le donne fra i 55 e i 65 anni. In Italia ne sono colpite circa 30.000 donne con una mortalità di un terzo. Tra i più noti fattori di rischio ci sono l´ereditarietà (circa il 10 per cento dei casi), il numero dei figli e l´età del primo parto (il rischio è minore quanti più sono i figli e quanto prima si è partorito), una menopausa tardiva o un menarca precoce, l´obesità, il fumo e le radiazioni. Un quadro clinico che interessa oggi addirittura il 50 per cento della popolazione femminile.



Nell’ultimo studio, presentato a Milano a metà gennaio, il professor Veronesi ha evidenziato ancora meglio la fotografia della donna a rischio, fondamentale per massimizzare i benefici del nuovo farmaco. Altezza dal metro e sessanta in su, in sovrappeso, senza figli o che ha avuto un figlio dopo i 24 anni, precoce per quanto riguarda l’arrivo della prima mestruazione (13 anni o meno) e ancora fertile. Le donne che assommano queste caratteristiche, oltre a quelle che in menopausa seguono una terapia ormonale sostitutiva, dal compimento del quarantesimo anno d’età rischiano più delle altre un tumore al seno.




Molto si può comunque fare a livello preventivo. Dall’autopalpazione mensile alla visita al seno periodica dopo i 20 anni (ma soprattutto dopo i 50 anni), dalla mammografia (ogni due anni dopo i 40 e ogni anno dopo i 50 anni) ad una corretta alimentazione (limitando l´alcol), sino all’importantissima attività fisica regolare. L’ultima novità in termini di prevenzione è il nuovo farmaco presentato da Veronesi, il tamoxifene. Non interferisce con l’apparato riproduttivo, crea uno “scudo” protettivo a livello del seno è riduce di ben l’80 per cento l’incidenza del tumore.




Lo studio, che è stato ampiamente elogiato anche sul prestigioso “Journal of the national cancer institute” statunitense, ha dimostrato l’effetto protettivo del tamoxifene soprattutto per le donne in menopausa che usano la terapia ormonale sostitutiva e per quelle a maggior rischio estrogeno-dipendente (in sovrappeso, senza figli, con mestruazione precoce, gravidanza tardiva e senza allattamento al seno). Una notizia più che positiva (anche se servono ulteriori studi di conferma) che fa il paio con quella arrivata qualche tempo da dal “New England Journal of Medicine”, il quale, citando uno studio americano, confermava l’efficacia della chirurgia conservativa del seno come trattamento risolutivo, al posto della tradizionale mastectomia (ovvero gli interventi demolitivi).



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