Medicina: tecnologia salva-cuore.

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La tecnologia aiuta il cuore. Lo dimostrano gli ultimi studi presentati all’annuale congresso di cardiologia dell’American Heart Association, che ha riunito ad Orlando trentamila specialisti. In particolare è stato presentato un progetto pilota, chiamato Taxus IV, condotto su oltre 1300 pazienti americani, che ha dimostrato l’efficacia di un nuovo tipo di stent medicato, un microscopico dispositivo in grado di rilasciare un farmaco nell’arteria, a base di paclitaxel anche nei pazienti diabetici a rischio di malattie cardiovascolari.



Per i malati di cuore gli impianti di stent medicati con paclitaxel permettono di ridurre la riocclusione dei vasi, riducendo la necessità di nuovi interventi di angioplastica o by-pass anche per i diabetici. Lo studio ha anche rilevato che dei circa 60 mila pazienti sottoposti ad angioplastica nel 2002 solo meno del 10% ha utilizzato stent medicati, perché il Sevizio Sanitario Nazionale non ne prevede ancora il totale rimborso, ma il risparmio per ogni impianto di stent medicati, evitando nuovi interventi, sarebbe di circa 400 euro. Secondo quanto emerso dallo studio, a nove mesi la necessità di un nuovo intervento di rivascolarizzazione dopo l´impianto di stent con paclitaxel è stata del 3% con un rischio relativo del 61%. Gli eventi avversi (morte, infarto) rappresentano l´8,5% dei casi, mentre i risultati hanno dimostrato che il 96,8% dei pazienti studiati non presentavano recidive.



E’ solo l’ultimo successo dei molti congegni salva-cuore di ultimissima generazione, che comprende anche nuovi modelli di pacemaker e di defibrillatori, nati per curare i disturbi del ritmo cardiaco, ma oggi indicati anche come “terapia elettrica” dello scompenso cardiaco, soprattutto nei casi più gravi. Come il pacemaker biventricolare che, a differenza dei dispositivi più tradizionali, stimola sia il ventricolo destro che quello sinistro. Ed anche la diagnosi fa passi in avanti, si sta dimostrando molto efficace, anche per persone a rischio come gli obesi, gli ipertesi e i diabetici, un nuovo tipo di Tac ultraveloce, capace di visualizzare 32 strati di tessuto al secondo, che potrebbe sostituire la classica coronarografia.



Nuove speranza per la lotta contro le malattie cardiovascolari, che continuano a rappresentare il più alto fattore di mortalità in tutto il mondo, con circa 17 milioni di decessi l’anno, metà dei quali nei paesi occidentali. E l’Organizzazione mondiale per la sanità ha previsto che da oggi al 2020 ci saranno 250 mila vittime in più ogni anno. In Italia, ogni anno, le malattie del cuore causano 242 mila morti, di questi 73 mila per infarto. Sempre nel nostro paese sono 600 mila le persone che soffrono di scompenso cardiaco (87 mila in più ogni anno) e un milione e 200 mila le persone che vengono ricoverate per malattie cardiovascolari. Numeri elevatissimi, ma che gli interventi sempre più sofisticati oggi disponibili, potrebbero ridurre di molto in un vicino futuro.


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