Medicina: un italiano su tre è ansioso

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Notti insonni passate a rigirarsi sul letto. Paure ingiustificate sul futuro, preoccupazioni che diventano via via sempre più forti. Ed ecco che fanno capolino anche irritabilità, mal di testa e difficoltà di concentrazione. Sono alcuni dei sintomi di uno stato di ansia, che mai in questo periodo – complici anche le tensioni esterne – colpisce un gran numero di persone. Si stima che in Italia sia ansiosa ben una persona su tre (una su cinque secondo le statistiche europee). Persone che, secondo gli esperti, vivono in un perenne “stato di veglia cronica” .




I più esposti sono le donne (il doppio degli uomini), specie le casalinghe (il 23 per cento), ma sempre più spesso anche i bambini e gli adolescenti. La società moderna, specie i genitori, li vuole iperattivi, bravi, belli e vincenti. E loro, dopo un po’, crollano. Ma il vero problema è che pochi cercano di superare questa situazione. Secondo i più recenti studi epidemiologici, solo un paziente su cinque si rivolge ad uno psichiatra. Sono inoltre molto diffusi disturbi della serie depressiva ed ansiosa che, pur non avendo una rilevanza clinica, sono comunque tali da ridurre notevolmente la qualità della vita e la possibilità di esprimere le proprie potenzialità.




Così, spesso, si preferisce ricorrere alle pillole. Ben sette milioni e mezzo di italiani sono consumatori abituali di ansiolitici, cioè propriamente di farmaci antiansia. Non solo. Pur non riuscendo ben chiaramente a quantificarne il numero, si ritiene che altri cinque milioni di individui soffrano d’ansia e utilizzino farmaci composti da un ansiolitico associato ad altre molecole ad azione specifica per un organo piuttosto che per un altro (ci si riferisce qui soprattutto a organi quali il cuore, lo stomaco, l’intestino, i muscoli del collo e della schiena).



Come riconoscere, allora, quando si ha davvero bisogno di cure? Lo stato ansioso è riconoscibile soprattutto quando ansia e la preoccupazione non sono motivate da situazioni reali ed il controllo della preoccupazione è difficoltoso. Lo stato ansioso diventa poi clinicamente rilevante e tale da rendere necessario l´intervento psichiatrico quando l´ansia e la preoccupazione sono associate, da almeno sei mesi, a tre dei seguenti sintomi: stato di irrequietezza, nervi a fior di pelle, facile affaticabilità, difficoltà a concentrarsi, vuoti di memoria, irritabilità, tensione muscolare, alterazioni del sonno con difficoltà ad addormentarsi, a mantenere il sonno o con sonno inquieto e insoddisfacente.



Eppure i rimedi ci sono, e molti. In ogni caso il primo passo è quello di rivolgersi innanzitutto al medico di base (lo fa già un ansioso su dieci) che, nel caso le cose stiano superando il livello di allarme consiglierà di rivolgersi allo psichiatra. Oppure si può anche ricorrere alla medicina alternativa: l’agopuntura sembra dare ottimi risultati, così come la cura con i fiori di Bach, ed esistono molti rimedi omeopatici efficaci. In chiusura un paio di ultimi consigli: cercare di essere creativi, dedicarsi a qualcosa che piace davvero e, soprattutto riuscire a divertirsi.



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