Medicine alternative: due nobel contro l’omeopatia

Medicina - Omeopatia



Si fa calda la disputa tra la medicina convenzionale e quella cosiddetta alternativa. Il caso è esploso dopo il rinvio a giudizio del noto giornalista Piero Angela, che in una passata puntata della sua seguitissima trasmissione Superquark, aveva definito i rimedi omeopatici come “acqua fresca”, e quando funzionano lo fanno solo per l’effetto placebo. Immediata la reazione dei medici omeopatici di Roma e Catania che avevano citato per diffamazione il conduttore tv. La scorsa settimana il provvedimento del gip catanese Carmela La Rosa, col rinvio a giudizio.




A rinfocolare le polemiche, pochi giorni dopo, è arrivata la voce di Rita Levi Montalcini e Renato Dulbecco. I due premi Nobel, in un convegno tenuto a Reggio Emilia e organizzato dal Cicap (Comitato per il controllo sulle affermazioni paranormali) hanno difeso a spada tratta Angela e stigmatizzato le terapie dolci.




“L’omeopatia non è una cura alternativa, ma una non cura – ha detto la Levi Montalcini -. Il danno maggiore consiste nell’illudere i pazienti, incoraggiandoli a ricorrere a terapie senza fondamento scientifico. Secondo Dulbecco, invece, i prodotti omeopatici sono “pasticci senza valore alcuno” . Eppure ad affidarsi questi “pasticci” in Italia sono, secondo l’Istat, ben 5 milioni di persone, l’8 per cento della popolazione. Mentre il 15 per cento fa uso in genere di medicine non convenzionali.



Ideata nel tardo 1700 dal medico tedesco Samuel Hahnemann sulla base del principio dei simili (le stesse cose che causano la malattia la curano), l’omeopatia, secondo Paolo Bellavite, docente di patologia generale all’università di Verona, non può essere spiegata con l’allopatia (come fece Angela in un esperimento durante Superquark). “Perché – spiega Bellavite – l’omeopatia si propone di stimolare le difese dell’organismo, non di curare le infezioni”.




Simile la difesa della pediatra Simonetta Bernardini, presidente della Società Italiana di medicina integrata e omeopatica: “Non è un caso se 4 mila bambini fino a 6 anni vengono da noi per allergie, deficit immunitari, problemi intestinali, cefalea, patologia dell’apparato gastroenterico, infezioni respiratorie ricorrenti. Lo stesso vale per gli adulti. Pensiamo all’influenza: i farmaci chimici non funzionano, noi usiamo con efficacia estratto di anas barbarie, belladonna, brionia o eupatorium. Chi paragona a placebo i prodotti omeopatici non legge riviste del prestigio di Lancet e Bristich Medical Journal. Hanno scritto che l’effetto degli omeopatici è superiore a quello che ci si può aspettare dal placebo”.



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