Milano: la città della moda

Moda - Sfilate



Lì si trasferiranno le sfilate, molti show room e sorgerà il Cubo, sede del Milan Fashion Institute: costo stimato 21 milioni di euro. Ma intanto si profila all’orizzonte un progetto parallelo a meno di due chilometri di distanza…



L’idea l’aveva avuta, più di un quarto di secolo fa, Nicola Trussardi, lo stilista bergamasco scomparso in un incidente d’auto nel 1999: riunire in un unico sito milanese tutte le principali strutture fisiche che riguardano la moda e il “Made in Italy” in un “distretto verticale” in grado di attirare competenze e operatori economici da tutto il mondo.



Il Comune di Milano e la Camera della Moda Italiana hanno annunciato che il progetto sta per tradursi in realtà, con cantieri già praticamente al via.
Di cosa si tratta? Di tre edifici: il “Pesce”, oltre 10 mila metri quadrati su 4 piani destinato alle sfilate e ad altre attività espositive che sarà gestito dalla Camera della Moda, la “Curva”, altri 10 mila metri quadrati su 6 piani per ospitare boutique e show room e il “Cubo”, oltre 9 mila metri quadrati su 7 piani, progettato da Pierluigi Nicolin (che si è ispirato alla torre scenica del Teatro alla Scala).

Il “Cubo” ospiterà il Milan Fashion Institute (MFI), istituto superiore di formazione, nato dalla collaborazione fra le tre più prestigiose Università Milanesi (Bocconi, Cattolica, Politecnico) e il Fashion Institute of Technology di New York. Diventerà dal 2011 la più importante scuola di specializzazione di moda del mondo, concentrando a Milano un know how che sarà diffuso attraverso corsi internazionali e un portale dedicato.



Un passo avanti concreto per Milano e la moda, allora? In teoria sì. Peccato che i bene informati parlino già di un “secondo polo” o seconda Città della Moda, promossa da un gruppo di investitori privati che per adesso non si sono ancora rivelati (ma fra loro ci sarebbero alcuni big del settore), che su una superficie addirittura superiore a quella messa in campo dal Comune starebbero realizzando uno spazio espositivo per le sfilate e grossi spazi attrezzati per boutique e show room.

L’area, a meno di due chilometri da Repubblica/Garibaldi, è quella dell’ex centrale e dell’ex dopolavoro Enel di via Porto Ceresio e via Procaccini, prospicienti la “Chinatown” di via Paolo Sarpi e il Cimitero Monumentale.

L’intero complesso potrebbe sviluppare più di 40 mila metri quadrati, i lavori sarebbero iniziati in gran segreto più di un anno fa, ed avendo il vantaggio di trattarsi sostanzialmente di una ristrutturazione e non di una costruzione ex novo, potrebbero essere molto concorrenziali con gli spazi della Città della Moda anche nei tempi di realizzazione.



Non resta che sperare in una “sana concorrenza”, vantaggiosa per il settore e per il suo indotto.





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