Mobbing: soprusi al femminile

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Il sesso debole in ufficio? Non c’è più. Pensavate che i soprusi in ufficio riguardassero solo i capi maschio? Beh, dovrete ricredervi. Questo almeno il dato che emerge da uno studio condotto dall’associazione inglese Help Me. L’associazione, che si occupa proprio di assistenza ai mobbizzati, dice che la tendenza è addirittura inarrestabile. E anche se gli uomini non sono gli unici a subire maltrattamenti sul luogo di lavoro, la situazione sembra quasi capovolta. In un rapporto pubblicato proprio in questo mese dall’associazione, ecco come appare il quadro, davvero inquietante, di un fenomeno sottovalutato.

Che cos’è il mobbing? In questo termine inglese si concentrano tutti quegli atteggiamenti da parte dei superiori che tendono a mortificare e affliggere i dipendenti. Spostamenti non graditi, incarichi sottratti senza motivazioni plausibili, soprusi e violenze. Molestie non solo verbali, ma spesso anche sessuali. Questo il rischio per chi lavora in ufficio e non è gradito al proprio superiore. Sia esso uomo o donna. Ma da oggi tra le fila dei mobbizzati sono aumentati quelli di sesso maschile.

Il 28 per cento dei casi di molestie sessuali riguardano infatti avance esercitate da un capo donna. Tra i settori più colpiti spiccano quello della comunicazione con il 27 per cento dei casi. Seguono il settore finanziario con il 17 per cento di denuncie e quello della new economy con il 15 per cento. Un 9 per cento dei casi si registra invece nella pubblica amministrazione, il 7 per cento tra gli avvocati e il 9 per cento tra i commercianti. Tra questi i più colpiti risultano i macellai.

Ma allora si può parlare di una forma di riscatto da parte delle donne tenute a lungo lontane dalle posizioni di potere? No, secondo il dottor Luciano Pastore, responsabile del Centro Clinico per il mobbing e il disagio lavorativo della Asl di Roma E. Anche se aggiunge: “Certamente, il fatto che la donna sia sempre più inserita nei posti di comando, aumenta il rischio che assuma atteggiamenti di violenza psicologica nei confronti di dipendenti maschi.

“Le motivazioni di atteggiamenti da mobbing possono essere molte e diverse” - continua il professor Pastore - “la donna è spesso costretta ad adeguarsi a modelli comportamentali che non corrispondono alla sua natura profonda”. E Pastore ci offre anche un identikit del possibile mobbizzato: “Alti funzionari della Pubblica Amministrazione, della Sanità pubblica e privata, della scuola e dell’università. In media hanno 50 anni e sono all’apice della loro carriera”. Insomma se proprio di riscatto non si tratta, forse si può parlare di un riequilibrio dei ruoli. Dopo secoli di inferiorità, oggi le donne paiono davvero volerla tutta questa parità dei sessi. Nel bene e nel male.

E tu, hai mai desiderato far valere il peso della tua posizione su qualche collega, oppure credi che farsi scudo dell’importanza che si è raggiunta all’interno dell’azienda sia una vigliaccata? Se hai qualche opinione a proposito rispondi al nostro sondaggio di oggi, oppure scrivici nella message board.



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