Mondo: benessere norvegia

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Il Belpaese? No, non è quello in cui si vive meglio. E non lo sono nemmeno Stati Uniti, o il Canada, che l’anno scorso si era classificato al primo posto. L’unica certezza invariata è che si tratta ancora una volta di un paese che si trova nell’emisfero nord del mondo. E’ la Norvegia, infatti, secondo l’Onu, il paese in cui si vive meglio. Peccato che sia un paradiso per pochi. Sono, infatti, 4 milioni i suoi abitanti. Quelli cioè che possono vivere più a lungo, studiare di più e lavorare. Già perché in Norvegia solo il 3,2 per cento della popolazione attiva è in cerca di lavoro. Mentre chi un lavoro giù ce l’ha guadagna una media di 67 milioni l’anno.



Certo, non sono tutte rose e fiori. Un chilo di pane, per esempio, costa 12 mila lire. Un biglietto dell’autobus 4.800 lire e, per un appartamento di cento metri quadri a Oslo ci vogliono 4 milioni al mese. Spiega l’addetto commerciale dell’ambasciata italiana a Oslo, Luisa Albertini: “Oslo è la seconda città più cara al mondo, dopo Kobe, in Giappone. Il costo della vita qui è così alto che gli stessi norvegesi approfittano del fine settimana per andare a fare la spesa oltre frontiera, in Svezia”. La Norvegia è anche un paese che preferisce aiutare i bisognosi a casa loro. Pochi immigrati quindi. Ma è anche un popolo di mediatori, in prima fila nelle situazioni più delicate: dallo Sri Lanka al Medio Oriente. E, a proposito, come si vive in fondo alla classifica?




Le ultime cinque nazioni per qualità della vita sono tutte africane. Etiopia, Burkina Faso, Burundi, Niger e Sierra Leone. Sono loro il contraltare all’opulenta Norvegia. Qui in media si vive come un milione di lire l’anno. Due, trecento ogni mille bambini muoiono prima di raggiungere i cinque anni di vita. E i loro genitori non superano i quaranta. In Norvegia solo 4 bambini su mille non raggiungono i cinque anni. E se nel ricco nord del mondo la sanità è gratuita per tutti, in Sierra Leone solo 44 persone su cento hanno accesso gratuito alla sanità. Sproporzioni amplificate da mercati sempre più cinici e indifferenti. Che si piegano alle regole dell’accoglienza solo quando si tratta di forza lavoro necessaria all’economia.




E l’Italia? Il Belpaese se la cava con un modesto ventesimo posto in graduatoria generale. Pur avendo un reddito medio di 51 milioni l’anno, un tasso di mortalità infantile attorno al 6 per mille e una speranza di vita superiore ai 78 anni. E tu, quale credi sia il vero paradiso terrestre dove vivere? Se hai qualche opinione a proposito rispondi al nostro sondaggio di oggi, oppure scrivici nella message board.



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