Musica: il meglio del rock.

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Le classifiche, si sa, dipendono dai gusti personali. Ma c’è chi non può farne a meno, come il protagonista del libro “Alta fedeltà” di Nick Hornby, interpretato sullo schermo da un bravissimo John Cusak, il cui hobby è di fare le “top ten” di canzoni e fidanzate. Ecco, un tipo come lui andrebbe in brodo di giuggiole alla vista della classifica delle classifiche. Quella stilata dal mensile americano Rolling Stone, vera bibbia del rock, che ha messo in ordine le 500 migliori canzoni di tutti i tempi.



Per realizzarla ha chiamato in causa 172 fra critici e musicisti, dal regista Cameron Crowe (ex giornalista della rivista) a Elvis Costello, Art Garfunkel, Ozzy Osborne, Joni Mitchell e Bryan Wilson dei Beach Boys. Ed il risultato non ha mancato di proporre qualche sorpresa. Non al primo poste, dove si posiziona meritatamente Bob Dylan con “Like a Rolling Stone” , ma piuttosto al secondo che vede piazzati i Rolling Stones con “(I Can’t Get No) Satisfaction”, sicuramente una delle poche volte che li vediamo davanti ai “rivali” di sempre Beatles. I quattro di Liverpool sono solo ottavi con “Hey Jude”, ma John Lennon agguanta da solo il podio con la dolcissima “Imagine”.



Qualcuno, maliziosamente, ha fatto notare come ai primi due posti compaia - nel primo caso nel titolo nel secondo nel nome del gruppo – il nome della rivista, “Rolling Stone” appunto, ma tant’è. Nella “top ten” troviamo, poi, miti del soul come Marvin Gaye (quarto con “What’s Going On”), Aretha Franklin (quinta con “Respect”) e Ray Charles (decimo con “What I’d Say”) eroi del periodo psichedelico come i Beach Boys (sesti con “Good Vibrations”) il re della chitarra elettrica Chuck Berry (settimo con “Johnny B. Goode”) e i caposcuola del grunge Nirvana di Kurt Cobain (noni con “Smell Like Teen Spirit”).



Si può capire come, per il magazine americano, il periodo d’oro del rock si situi nei mitici anni Sessanta. A parte il brano dei Nirvana, che è del 1991, tutti gli altri nove dei primi dieci sono stati composti tra il 1958 (Chuck Berry) e il 1971 (Lennon e Marvin Gaye). Non solo: ben 204 delle 500 canzoni presenti in classifica sono datate fra il 1960 ed il 1969. Seguono gli anni Settanta, con 142 canzoni, i Cinquanta (71), quindi i rivalutati anni Ottanta (57) mentre in pochi si salvano dai Novanta (21 brani). Del nuovo millennio compaiono solo tre canzoni (due di Eminem una degli Outkast).



Andando a spulciare una classifica così vasta, si possono trovare altre curiosità. I più presenti sono, questa volta, i Beatles con 23 canzoni, seguiti dai Rolling Stones (14), Bob Dylan (12) e Elvis Presley (11) che debutta solo al 19° posto con “Hound Dog”. Stupiscono, invece, assenze quasi clamorose, come quelle di Tom Waits, Leonard Cohen, Woody Guthrie e Tim Buckley Nei titoli, poi, vince la parola “love” o loving” , usata ben 43 volte, seguita da “rock” o “rockin”, “babe/baby” e “sweet”, tutte con 8 citazioni. Per chi volesse risentire questo “meglio del meglio”, infine, dalle pagine online di “Rolling Stone” è possibile scaricare (legalmente a 0,99 dollari a brano) quasi tutte le canzoni (solo i Beatles e pochi altri non hanno ceduto i diritti).


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