Musica: women in jazz

Musica - Jazz



Voci nella notte in locali fumosi. Storie di interminabili viaggi on the road di ménage famigliari stravaganti (suonavamo nei club da mezzanotte alle sei del mattino, poi tornavamo a casa, facevamo colazione coi bambini, li accompagnavamo a scuola e poi andavamo a dormire, racconta Jackie Caine, moglie del pianista Roy Kral) di libertà e di solitudini. Tutto questo è Jazzwomen, film-documentario della regista Gabriella Morandi presentato all´ultimo festival di Locarno.




Co-prodotto da Alberto Masotti, presidente del Gruppo La Perla, e da sua figlia Anna, Jazzwoman ha vinto a Parigi il Festival International du Films de Femmes, prima di partecipare in concorso a Locarno. Girato interamente a New York, tra locali celebri come il Village Vanguards, il film celebra l´esperienza femminile in un territorio artistico tradizionalmente maschile, il mondo del jazz. E lo fa scavando nella vita famigliare di undici artiste. Dietro le grandi star della canzone americana - Billie Holiday, Sara Vaughan e Ella Fitzgerald - molte donne meno conosciute hanno contribuito alla storia del jazz come cantanti, strumentiste, compositrici, manager, producer, disc-jokey e mogli. A loro è dedicato questo film.



I ricordi delle atmosfere promiscue dei night clubs e dei continui viaggi offrono una testimonianza della capacità di resistenza di queste donne alla solitudine, al pericolo e alla competizione. Alcune hanno dovuto fronteggiare il razzismo oltre che il sessismo, altre hanno dovuto accettare lunghe separazioni dalle loro famiglie o dai loro cari, altre ancora hanno allevato i figli muovendosi da un posto all’altro. Alcune hanno scelto il jazz dopo aver ricevuto un’educazione scolastica, mentre altre hanno imparato il mestiere on the road. Ma tutte sono state travolte dalla passione per questa musica.





Nonostante una grande diversità di backgrounds culturali, etnici e religiosi, queste donne - da Annie Ross, colonna portante del celebre trio Lambert, Hendricks & Ross, a Teri Thornton che, malata di cancro, si aggiudica nel ´98 il Thelonious Monk Jazz Competition, da Barbara Carrol, pioniera del be-bop, a Dakota Station, il cui motto ogni sera continua ad essere metti il tuo vestito migliore per intrattenere il pubblico - hanno fatto scelte radicali ed hanno messo in discussione la tradizionale nozione di femminilità, camminando - con coraggio - in una terra tutta maschile, sempre ispirate dalla passione del fare musica.



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