Neopapà: la rivincita di “lui”

Società - Famiglia



La rivincita del papà. Figura considerata ingombrante, se non proprio estranea, nel fatidico e meraviglioso momento della nascita. Che però comincia a puntare i piedi per ritagliarsi un suo ruolo, e importante. Lo dimostrano i numeri, in crescita, dei neopapà presenti nelle sale parte (quasi il 60 per cento). E lo racconta un libro da poco uscito, intitolato semplicemente “Papà” , che presenta l’arrivo di un figlio visto dalla parte di “lui”.



A scriverlo è stato il giornalista Giacomo Papi, che ha voluto mettere su carta (Pratiche Editrice, 224 pagine, 12 euro), in una sorta di diario autobiografico, gioie e ansie, slanci e dubbi di un neopapà nel periodo che va, come dice il sottotitolo, “dallo spermatozoo ai primi 1.000 pannolini” del suo primo figlio. Un libro ironico e scanzonato, ma anche ricco di molti consigli utili. E da consigliare anche alle mamme, che possono finalmente capire cosa passa per la testa del loro partner in quei momenti (e dopo).



Si parte dallo spermatozoo e si arriva ai primi tre mesi di vita. In mezzo c´è tutto il resto: i progressi del feto minuto per minuto, le fasi della gestazione, il supplizio dei corsi preparto, la cronaca precisa del lieto evento, gli esami medici da fare, le decisioni da prendere, i cambiamenti da affrontare. In più, ci sono statistiche, disegni, consigli per le acrobazie dell´amor gravido illustrati da fotografie d´epoca. C´è una galleria di padri sconosciuti di gente famosa, informazioni sul costo annuale di un bimbo, voce per voce. Si tratta, insomma, della prima guida alla gravidanza pensata per i padri. Ma il consiglio è di leggerlo entrambi, visto che il momento della nascita di un figlio è un’avventura da vivere in due.



Un capitolo è dedicato alla fatidica presenza in sala parto. “Una delle sensazioni più tipiche degli uomini è di sentirsi come quegli attaccapanni d’acciaio muniti di ruote da cui pende la flebo sempre presenti nelle sale parto – scrive Papi. – Il fatto è che sono ingombranti e poco agili e non si sa bene a che cosa servono. Però servono. Si finisce per parlare con loro come fratelli… e a volte quei cosi quasi rispondono… Ma sentirsi inutili, ed esserlo davvero, non ha mai ucciso nessuno”.



Insomma, il libro conferma appieno la voglia dei padri di oggi di sentire l’esigenza di rivalutare il loro ruolo come genitore. Una rivalutazione che passa anche la nuova legge sui “congedi parentali” (che tre anni fa ha allargato la possibilità di restare a casa ad accudire i figli nei primi mesi di vita anche ai papà). E arriva anche sul grande e piccolo schermo: dal successo di “About a boy” , il film in cui Hugh Grant è un single che diventa padre-amico di un ragazzino, alla fiction tv “Padri” , andata in onda su Raiuno.



Una tendenza globale, visto che il nuovo oggetto di culto dei manager neopapà di New York è la Diaper Bag di Tumi, virile borsa in nappa nera con tasche per il biberon e per i pannolini, mimetizzate tra quelle per il cellulare e le penne. E che è arrivata, ovviamente, anche in rete, con la nascita di numerosi siti dedicati alla condizione maschile e alla rivalutazione del maschio (dal sito “Più diritto per gli uomini” a quello sui “Maschi Selvatici” del giornalista Claudio Risè). Insomma, dopo il femminismo, è in arrivo il “maschilismo” .




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