Nuove generazioni: voglio essere famoso.

Società - Educazione







Saranno famosi. O, almeno, contano di esserlo da grandi. Meglio se da calciatore come Beckham o Del Piero. E’ questa, alla fatidica domanda che tutti genitori, primo o poi, fanno ai loro figli, “che cosa vorresti diventare da grande?”, la riposta degli adolescenti italiani. L’ultima fotografia dei teen-ager nostrani l’ha realizzata la Società italiana di pediatria, che ha intervistato 1.200 ragazzi tra gli 11 e i 14 anni di 9 regioni italiane (Basilicata, Campania, Emilia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia e Trentino). Con risultati che dovrebbero fa riflettere.



Una generazione contraddittoria, che al desiderio di un successo da ribalta televisiva, contrappone ideali importanti come amicizia e libertà. In cui alle certezze richieste al mondo adulto, si vede bersagliata da incertezza e instabilità derivate da guerre come quella in Iraq (al primo posto tra gli avvenimenti che li hanno più colpiti in questo 2003) e dall’avanzata del terrorismo. Ma anche una generazione che sta crescendo, forse, troppo in fretta. E in questo senso il ritratto impietoso di “Thirteen” , il film della regista Catherine Hardwicke appena uscito nelle sale italiane, è esemplare. E’ la storia, cruda e dura, di due tredicenni alla presa con vestiti griffati e strisce di coca, tra piccoli crimini e spinelli. Una “gioventù bruciata” dei nostri tempi, tra sesso, droga e autolesionismo.



Per il momento, comunque, l´aspirazione di questi adolescenti, almeno secondo l’indagine della società di pediatria, è diventare calciatore per il 15,4% dei maschi e genericamente famosa per l´11,3% delle femmine. Ma tra le professioni, le ragazzine al primo posto (9,9%) mettono quella di medico, seguita da insegnante (8,8%) ed estetista (5,9%). La velina è un´aspirazione del 5,2% delle preadolescenti, mentre solo lo 0,2% (e tutte al centro-sud) si vede in futuro come una casalinga. Calci al pallone a parte, anche i maschietti scendono poi nel concreto: il 7,3% vuole fare l´ingegnere, il 6,3% il medico, lo 0,7% ha ambizioni politiche e questa percentuale sta tutto al Centro-Nord.



Tra successo, ricchezza e potere, mettono quest´ultimo in fondo con un 10%. La ricchezza e´ al 20, il successo al 66. Ma gli amici sono ancora la cosa più importante; tra amicizia e libertà non hanno dubbi: il 71,8% sceglie la prima, e non un´amicizia qualunque. Per entrare in confidenza con qualcuno sono molto selettivi: solo il 5,3% sceglie l´amico in base a ricchezza, o bellezza (12,2%) oppure perché è bravo a scuola (14,5%). La maggioranza cerca ben altro: le qualità che vogliono in un amico sono simpatia (96,7%), sincerità (95,7%), educazione (l´80,1%). La strada per diventare adulti è ancora lunga e nel loro cammino preferiscono avere vicino un amico fidato.




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