Omega 3 contro il cancro al seno

Medicina - Tumori
Ridurre il rischio

Ridurre il rischio
Una grande rassegna di studi ha concluso che le donne che consumano più acidi grassi omega-3 mangiando pesce, hanno un rischio inferiore di ammalarsi di cancro al seno. I ricercatori cinesi hanno analizzato i risultati di 26 studi internazionali che coinvolgono quasi 900.000 donne, tra cui 20.000 che hanno avuto il cancro al seno. Gli scienziati hanno scoperto che le donne che avevano consumato maggiori livelli di acidi grassi omega-3 presenti nel pesce, avevano avuto il 14% in meno di probabilità di ammalarsi, rispetto a coloro che ne consumavano quantitativi minori.

I risultati hanno anche dimostrato quello che i ricercatori chiamano una “relazione dose-risposta”: ogni aumento di 0,1 grammi di omega-3 al giorno è stato collegato con il 5% in meno di ammalarsi di cancro al seno. Per esempio: una porzione di un pesce come il salmone contiene circa 4 grammi di acidi grassi omega-3. I pesci con alto contenuto di grassi sono quelli che hanno anche alte concentrazioni di omega-3. Il tipo di omega-3 nelle piante, tuttavia, non sembra invece ridurre il rischio. Gli omega-3, sono un tipo di grassi polinsaturi e sono stati propagandati per anni grazie ai loro potenziali benefici nella prevenzione delle malattie cardiache e del cancro. Ma non tutti gli studi sono stati in grado di confermare queste affermazioni: i ricercatori che hanno condotto una rassegna di 48 studi, nel 2009 ha concluso che non era chiaro se consumare grassi omega-3, sia grazie alla dieta o grazie all´assunzione di integratori, cambi il rischio di problemi di cuore o di cancro in una persona. Tuttavia, gli stessi hanno dichiarato che non vi sono prove sufficienti per raccomandare di smettere di assumere alimenti ricchi di omega-3.


Come assumere Omega 3

Come assumere Omega 3
Altri studi hanno suggerito che non è solo la quantità di omega-3 che si consuma: il rapporto tra omega-3 e altri acidi grassi nei cibi è altrettanto importante. In uno studio di revisione del 2002, i ricercatori hanno scoperto che le donne che hanno consumato un rapporto equilibrato di omega-3 e omega-6 (un tipo di grasso non sano) hanno avuto meno probabilità di sviluppare il cancro al seno. Nella nuova analisi, i ricercatori hanno esaminato gli studi che hanno misurato l´assunzione di omega-3 in due modi diversi: o con esami del sangue, o valutando quanto pesce la gente sostiene di aver mangiato. Se si valutano solo le dichiarazioni circa il consumo, i ricercatori hanno scoperto che non c´è una relazione significativa tra consumo di pesce e la riduzione del rischio di cancro al seno; tuttavia, nelle popolazioni asiatiche, l´assunzione abbondante di pesce fa pensare di essere collegata ad un rischio di cancro al seno più basso, rispetto alle popolazioni occidentali. I ricercatori sostengono che forse questo tipo di alimentazione nelle popolazioni occidentali è troppo poco diffusa per rilevarne un effetto protettivo contro il cancro al seno.

Altri fattori che possono aver influenzato i risultati, riguardano le differenze tra le fonti di omega-3: non è chiaro se mangiare pesce e assumere integratori abbia gli stessi vantaggi. È altresì possibile che altri composti presenti nel pesce, come i pesticidi e metalli pesanti da inquinamento ambientale, possano ridurre gli effetti protettivi degli omega-3, hanno aggiunto i ricercatori.

Questo studio è pubblicato sul British Medical Journal di oggi e ripreso dall´italianissimo portale Salute e Benessere.


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