Omeopatia: erbe medicinali da regolamentare

Medicina - Omeopatia



Omeopatia sì o no? In attesa di un riconoscimento totale nell’utilizzo delle medicine alternative, qualcosa comincia a muoversi. In Italia, dove per la prima volta ha cominciato ad interessarsene seriamente anche l’Istituto superiore di Sanità, ma anche in Europa, dove è allo studio una direttiva per regolamentare il settore.




E che una regolamentazione fosse più che necessaria lo dicono anche i numeri. Sono ben nove milioni gli italiani che si curano con medicine non convenzionali, dall’omeopatia (la più apprezzata, prescritta anche al 10 per cento dei bambini fra i 3 e i 5 anni) all’agopuntura, dall’ayurveda alla fitoterapia). Dal ’91 al ’99, secondo i dati Istat, il numero di clienti di queste discipline è addirittura triplicato.



Proprio per questo il dibattito sull’approvazione dell’uso di queste tecniche, per la maggiorparte di origine orientale (anche se l’omeopatia, in realtà, è stata ideata nel tardo 1700 dal medico tedesco Samuel Hahnemann sulla base del principio dei simili, ovvero le stesse cose che causano la malattia la curano), si fa sempre più caldo. In Italia proprio quest’anno l’Ordine dei medici ha riconosciuto nove discipline alternative, che devono però essere praticate solo da laureati in medicina: agopuntura, fioterapia, ayurvedica, medicina tradizionale cinese, antroposofica, omeopatia, omotossicologia, osteopatia e chiropratica.




Manca invece l’approvazione completa da parte del ministero della Salute, che sul proprio sito (www.ministerosalute.it) ha aperto una pagina per le segnalazioni da parte di medici ed erboristi di eventi avversi. E’ stata invece prorogata al 2008 dalla Camera, nell’ultima Finanziaria, l’autorizzazione provvisoria per la vendita dei circa 30 mila prodotti omeopatici ed erboristici presenti nel mercato italiano.




La parola finale, a questo punto, spetta agli esperti dell’Istituto superiore di Sanità, che stanno compiendo importanti test di verifica sulle terapia non convenzionali. Il progetto, partito tre anni fa e coordinato dal farmacologo Roberto Raschetti, è già a buon punto. Due le sperimentazioni, effettuate sui topi, la prima riguardante l’efficacia dell’agopuntura nella cura dell’ictus cerebrale (per il quale non esistono farmaci tradizionali), la seconda l’utilizzo dei rimedi omeopatici nel trattamento dell’edema.




Nel primo caso i risultati preliminari non sono stati eclatanti, invece riguardo all’edema l’omeopatia ha dimostrato di poter offrire un’alternativa valida, anche se occorrono ancora ulteriori approfondimenti. La cautela è d’obbligo, visto che da più parti è stato lanciato l’allarme sull’uso improprio di certe erbe medicinali, come l’efedrina, l´erba di San Giovanni, il ginko biloba e lo stesso ginseng. L’Fda, l’ente americano che autorizza il commercio di farmaci e presidi sanitari, ha rilevato circa 2.900 casi di tossicità (su 123 milioni di utenti) nell’utilizzo di alcune erbe, e 104 decessi.



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