Padri: la riscossa del papà

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In copertina c’è Pierce Brosnan, l’inossidabile James Bond degli schermi che nella realtà è un affettuoso padre di cinque figli. All’interno un’intervista al calciatore inglese David Beckham, che di pargoli dalla ex Spice Victoria ne ha avuto due (Brooklyn il primo, perché concepito durante un viaggio a New York, e Romeo il secondo, dopo una vacanza romana). Si chiama “Dad” ed è la prima rivista inglese dedicata esclusivamente ai papà. Una piccola rivoluzione, perché descrive una categoria sociale ancora piuttosto ignorata, ma sempre più alla ricerca di una propria identità.



“Papà è bello” è il messaggio lanciato da “Dad”, nata su iniziativa di Fathers Direct, un centro di informazione nazionale sulla paternità, grazie anche a dei finanziamenti governativi, sulla scia di una nuova legge che ai neopapà che lavorano concede due settimane pagate (a 100 sterline l’una) per stare a casa, oltre a un’estensione dei diritti di congedo per le mamme. Il primo numero, uscito ad aprile gratis (i successivi costeranno due sterline), in 56 pagine contiene interventi di scrittori di successo, poeti, designer, psicologi, attori.



Ad avere l’idea di realizzare un magazine patinato sui padri è stato Peter Howarth, nota firma dell´editoria inglese (suo è il celebre “Esquire”), che ha detto al “Times”: Con Dad abbiamo finalmente colmato un gap nel mercato dell’editoria. In Gran Bretagna ci sono 22 milioni di uomini in età da paternità, ma se tu leggi qualsiasi rivista sembra che a nessun uomo interessi avere bambini. Dad vuole dare alla luce e fare luce su una categoria sociale che si sente ignorata”.



Un appello lanciato anche da noi da Claudio Risé, nel suo ultimo libro “Il padre, l’assente inaccettabile” (ed. San Paolo). Assente, scrive Risé, “innanzitutto perché di solito non ha avuto, a sua volta, un padre che gli insegnasse ad essere tale. Inoltre perché, comunque, la società secolarizzata del divorzio facile, e dell´aborto praticabile senza neppure interpellarlo, non gli lascia grandi spazi per esprimersi”. Eppure, a guardare le statistiche, una certa rinascita del ruolo paterno c’è. In Italia, i neopapà presenti in sala parto sono già oltre il 60 per cento, e sono sempre più quelli che si prendono cura dei figli. “Il fatto che molte madri lavorino – spiega la psicologa Anna Oliviero Ferraris – è l’elemento che maggiormente ha contribuito a questa rivoluzione culturale”.




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