Parola d’ordine: career portfolio

Economia - Lavoro



In primo piano balzano le competenze: ma come capire cosa sono? Michel Pellerey (1983) ne dà una definizione contestualizzata all’ambito lavorativo: “le competenze finali si presentano come un insieme integrato di conoscenze, abilità e atteggiamenti, insieme necessario ad esplicare in maniera valida ed efficace un compito lavorativo”.

Infatti, oltre alle conoscenze tecniche specifiche del ramo, le aziende richiedono sempre più spesso competenze sociali (responsabilità, cooperazione, disponibilità), metodiche-riflessive (metodo di lavoro, capacità decisionali, flessibilità), personali (motivazione, consapevolezza, padronanza di sé). Essere competenti o agire con competenza, significa quindi essere in grado di far fronte a situazioni complesse, mobilitando e fondendo in maniera pertinente una grande quantità di risorse personali e sociali oltre che di tipo tecnico-specialistico.

Il career portfolio nasce proprio con l’obiettivo di presentare in maniera creativa le proprie competenze, mettendo in evidenza le potenzialità personali.





Per trovare un lavoro che davvero risponda alle proprie esigenze e capacità, ma anche per selezionare la persona giusta da inserire nell’area strategica della propria azienda, l’elenco di titoli di studio, lavori e lavoretti svolti, competenze linguistiche e abilità informatiche che compare nel tradizionale curriculum vitae spesso si rivela confuso, inadeguato, se non addirittura fuorviante: con curricula tutti uguali o molto simili tra loro, il rischio che si corre è di ritrovarsi con un posto di lavoro (o con un dipendente) non all’altezza delle aspettative.

Un career portfolio pone invece l’attenzione, attraverso una presentazione cartacea o multimediale, sulle potenzialità e i talenti che rendono unica una persona.

Proprio per questa caratteristica, il primo consiglio da dare a chi vuole costruirsi il career portfolio è quello di non copiare quello degli altri: bisogna innanzitutto scavare dentro di sé e interrogarsi con sincerità su quali sono i punti di forza e di debolezza del proprio carattere; è inutile barare sulle competenze, perché alla prima occasione di dimostrarle concretamente si rischia un vero e proprio smacco.

Ovviamente, si deve poi associare questo profilo ai traguardi raggiunti nello studio o a precedenti esperienze lavorative… le buone intenzioni non bastano! Se possibile, le informazioni fornite dovranno essere supportate da esempi concreti o dalle referenze di professori, clienti e colleghi. E’ utile anche inserire eventuali pubblicazioni, ricerche e articoli, senza esagerare e tenendo sempre ben presente che cosa veramente si vuole, quali interessi si hanno, quali le competenze tecniche e relazionali che possono essere più utili per il lavoro che si cerca.



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