Part time: nuovi incentivi per le aziende

Economia - Lavoro



Posto fisso addio. La rivoluzione del mercato del lavoro, spinta anche dalle nuove tecnologie, sta rivoluzionando le nostre giornate. Chissà se qualcuno rimpiangerà ancora i cartellini da timbrare o la sirena della otto, che chiamava a raccolta gli operai nelle fabbriche. Oggi la Old Economy - che vuol dire catene di montaggio, taylorismo, organizzazione del lavoro - sta lasciando il posto alla New Economy. Le cui parole d´ordine sono invece flessibilità e telelavoro. Con risultati eccellenti.

Ultima in Europa, anche l´Italia sta scoprendo le nuove frontiere del lavoro, il part time in testa. E sono soprattutto le donne, spesso costrette a dividersi ancora tra casa e ufficio, a dover ricorrere a vere e proprie acrobazie per rispettare orari e impegni. Secondo Confindustria, nell´estate dell´anno scorso i contratti di part time (regolati dalla legge 196/97 art. 13, il cosiddetto Pacchetto Treu) erano il 15,7 per cento sul totale dei lavoratori. Un leggero incremento rispetto allo stesso periodo del ´98, quando erano il 13,7 per cento. Ma ancora lontani da paesi come l´Olanda, dove i lavoratori part time sono ben il 37 per cento.

Lavorare mezza giornata (è il part time più tipico), oppure solo nel weekend. O ancora con il job sharing divisione di uno stesso compito con un collega. Per ora da noi le possibilità sono limitate a ruoli spesso marginali all´interno delle aziende. Con il risultato che il lavoratore part time spesso si sente poco gratificato. La vera rivoluzione - ha detto Marina Piazza, autrice di Riprogettare il tempo - è portare il part time ai livelli medi e alti delle qualifiche professionali. Nel nostro retrocervello, c´è ancora questa idea: quante più ore fai, tanto più sei bravo. Oggi in azienda sono più importanti certe competenze trasversali e le capacità di lavorare in équipe. Ma il sistema premiante rimane legato alle disponibilità di tempo.

Il 12 aprile scorso è stato firmato un nuovo decreto di incentivazione all´orario ridotto che potrebbe sbloccare anche da noi la situazione. Si tratta di 600 miliardi in tre anni per rilanciare il part time e renderlo soprattutto possibile anche nelle piccole aziende e fra gli studi professionali che fino ad ora non potevano permetterselo. Gli aiuti, destinati a datori di lavoro privati, professionisti, imprenditori ed enti pubblici ed economici, arriveranno sotto forma di riduzione dell´aliquota contributiva a carico delle aziende. Del 7 per cento per i contratti con orario settimanale tra le 20 e le 24 ore, del 10 per cento dalle 24 alle 28 ore e del 13 per cento dalle 28 alle 32 ore.

E voi, credete che il part time possa essere un sistema utile, soprattutto per le donne? Rispondete al nostro sondaggio o dateci un parere in message board.



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