Partiti politici: la corsa alla rete

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Le elezioni regionali alle porte (si vota domani 16 aprile), i referendum il 21 maggio, le politiche tra un anno e le presidenziali americane in mezzo. Una serie incalzante di appuntamenti politici che certamente la rete non ignora. Inizia la grande corsa delle campagne politiche, si incrociano uno sull´altro i piani strategici di comunicazione online da parte di partiti e candidati per la lotta all´ultimo voto. Si punta sulla creatività e sull´interattività, elementi irrinunciabili in Internet, per realizzare siti e banner (spazi pubblicitari) sempre più accattivanti e curiosi, in grado di incrementare il traffico in rete. Internet mezzo pervasivo ma economico, democratico ma competitivo, in forte crescita in quest´ambito anche se ancora in fase iniziale.

Ma cosa succederà con la par condicio? Governo e Parlamento si sono posti il problema connesso con Internet ma per ora attendono. Primo perché ancora non è prevista dalla legge alcuna regolamentazione in questo senso, secondo perché sarà impresa ardua gestire questo aspetto in rete. Bisognerebbe monitorare tutti i siti visitati dagli italiani per controllare che non ospitino qualche banner (spazio pubblicitario) in periodo elettorale, o impedire gli spot via e-mail. Praticamente impossibile. Quando la massa critica di Internet sarà pari o superiore a quella della televisione, esisterà una par condicio anche online? Staremo a vedere.

Intanto gli elettori possono navigare sul sito del partito del cuore per ricevere tutte le informazioni che cercano e fugare ogni incertezza su chi votare. I più fiduciosi possono tentare di comunicare via e-mail con i loro beniamini: difficile che rispondano, per ora preferiscono ancora parlare in televisione. Internet è senza dubbio uno strumento adatto alla comunicazione politica, per la sua velocità di contatto con l´elettore e per i costi decisamente inferiori a quelli televisivi.

In Internet si formano coscienze ed opinioni e si incentiva una democrazia senza intermediazioni. Ma in Internet c´è anche chi denuncia ed è il sito detto La cuccagna, opera di due 33enni docenti di matematica ed elettronica che, stanchi dell´eterno precariato si sono rimessi in gioco come paladini telematici contro i noti abusi e sprechi della classe politica italiana. E´ una lunga lista di soprusi. Un esempio? Si vai dai 26 milioni di stipendio netto mensile dei parlamentari ai privilegi praticamente su tutto: dalle autostrade ai treni, dagli aerei ai pranzi al ristorante, dal cinema alle cure in clinica privata, dai corsi di lingue ai biglietti per la partita. Tutto agratis, naturalmente (a pagare siamo noi contribuenti).



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