Parto pre-termine: dal moige consigli su come affrontarlo.

Medicina - Mamme



Se la nascita di un bambino impone ai genitori ritmi e abitudini tutti nuovi, quella di un prematuro richiede loro di affrontare alcuni problemi sia pratici che psicologici. Fino ad oggi nessuno in Italia si era premurato di compiere un’indagine su tale argomento: ci ha pensato dunque il Movimento Italiano Genitori (Moige), che ha voluto verificare come le mamme italiane vivono tale evento.



Condotta dalla responsabile dei servizi psicologici del Moige, Loredana Petrone, su un campione di 150 donne che hanno avuto un parto pre-termine, la ricerca ha rivelato che la nascita di un figlio prematuro viene vissuta dalla maggioranza delle madri in modo decisamente negativo. La donna si lascia sopraffare dal senso di colpa (45 per cento del campione), dalle preoccupazioni (40 per cento) e da un certo senso di inadeguatezza (37 per cento). “La loro crisi è dovuta al fatto che non si sentono in grado di rispondere adeguatamente al nuovo compito. Per loro il tempo non era ancora arrivato, sono mancati i corsi pre-parto e soprattutto non erano preparate alla separazione dal bambino, che diviene improvvisamente un essere separato”, spiega la dottoressa Petrone. Una reazione che appare normale soprattutto se si considera che per il 65 per cento del campione il parto è sopraggiunto in modo improvviso e inatteso, mentre per il 35 per cento è stato preceduto da minacce come emorragie o dolori uterini.



Molte delle intervistate, inoltre, hanno lamentato una scarsa partecipazione alla nuova situazione da parte del partner, da cui non si sono sentite minimamente appoggiate: il 57 per cento ha percepito l’atteggiamento del coniuge come una colpevolizzazione e il 21 per cento come attribuzione d’incapacità fisica a portare avanti la gravidanza.



Accanto alle difficoltà psicologiche e relazionali, poi, la nascita pre-termine di un bimbo comporta altri tipi di problemi: il prematuro richiede attenzioni particolari; venuto al mondo, viene messo in incubatrice, mentre se ne controllano costantemente le funzioni respiratorie. Tra le varie eventuali complicazioni a cui può andare incontro, la più temuta dai pediatri è il virus respiratorio sinciziale (VRS), che provoca infezioni delle vie aeree inferiori ed è responsabile nei bambini nati prematuri della maggiore frequenza di mortalità. Le mamme lo sanno e, infatti, quando portano a casa dall’ospedale i propri figli, manifestano tra le preoccupazioni maggiori quelle per le malattie dell’apparato respiratorio (43 per cento del campione), per le apnee (38 per cento) e per i danni cerebrali (36 per cento).



Ad oggi non si dispone di un vero vaccino contro il VRS, ma la ricerca ha creato una sostanza (un anticorpo monoclonale umanizzato) che offre una buona protezione e che va somministrata in cinque dosi intramuscolo durante il primo anno o nei primi due anni per coprire tutto il periodo epidemico che coincide più o meno con quello dell’influenza. La profilassi è piuttosto lunga, quindi, ma gratuita per legge perché indispensabile ai prematuri. Il farmaco per la terapia non è però acquistabile in farmacia, ma solo presso ospedali e centri specializzati. Il prematuro lo riceve perciò durante il ricovero in ospedale, ma, una volta dimesso, spesso sospende la profilassi, rimanendo esposto ad un alto rischio. Il compito di informare i genitori riguardo all’importanza di continuare la profilassi mensile spetta dunque al pediatra di famiglia, che dovrebbe indirizzarli al centro di riferimento più vicino.



Intanto il Moige, per sostenere i genitori dei bambini prematuri, ha messo a punto un sito a loro dedicato, che vuole essere un aiuto a leggere informazioni e notizie di carattere medico, scientifico, ma anche pratico per affrontare con la massima serenità e consapevolezza la nuova situazione. Le notizie contenute nel portale sono tratte dal Manuale per le mamme dei bambini prematuri, a cura del professor Ungari e da altre autorevoli fonti. Vi è inoltre la possibilità di rivolgere online domande ad un’equipe esperta di consulenti, pediatri e psicologi e di ricevere risposta in forma privata nella propria casella di posta elettronica. Se gli argomenti trattati saranno ritenuti di particolare interesse, domanda e risposta andranno ad arricchire in maniera anonima la sezione dedicata alle FAQ.




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