Paternità: è boom per il kit fai da te venduto online

Psicologia - Uomo



Quando la ricerca genetica genera mostri. Uno di questi, già denunciato da Legambiente, riguarda il vero e proprio boom delle vendite in internet di kit per il riconoscimento della paternità. Negli Stati Uniti sono già una cinquantina i siti che offrono online, con l´invio dei campioni per corrispondenza, questo servizio. L´ultimo in ordine di tempo, che ha già sollevato aspre critiche, è invece un sito inglese.




La società in questione, la Dadcheck.com, ha invaso da metà giugno sui banchi cambia-pannolini delle stazioni di servizio britanniche con poster pubblicitari il cui slogan promette: Veloce, confidenziale, sicuro. Il prodotto, venduto online sul sito a 399 sterline (circa 750 euro), è un kit fai da te per l´esame del Dna, pensato per i padri che vogliono avere la certezza che il bambino che cambiano sia loro.




Il kit si può ordinare in rete o per telefono e consta in tre bastoncini per il rilevamento del Dna dalla bocca, tramite il prelievo della saliva. Tre, uno per il padre, uno per la madre ed uno per il bambino, ma in realtà bastano due campioni (per il piccolo e per il padre) per identificare con certezza la paternità di un figlio. La legge inglese lo consente, è possibile infatti effettuare test del Dna anche su minori di 16 anni, previo il consenso di un genitore (il padre, quindi, potrebbe farlo ad insaputa della madre).



Nonostante le critiche e le polemiche (Il test sarà anche semplice da effettuare - ha detto David Hinchcliffe, presidente della commissione di Westminster sulla sanità - ma può avere conseguenze devastanti sulla vita delle persone), in Gran Bretagna solo l´anno scorso sono stati effettuati 8.900 test di paternità, ma il numero potrebbe aumentare fino a 20.000 l´anno proprio grazie alla maggiore accessibilità offerta da Internet.




E´ un sistema per allocchi - spiega il genetista Bruno Dallapiccola - in realtà basta un capello, molto facile da prelevare, per fare un´analisi genetica. Usare sangue o saliva serve solo per vendere i kit. Anche in Italia, infatti, gli esami genetici vanno per la maggiore. Tra il 1996 ed il 1997 i test - per i quali non esiste ancora una legge che li regolarizzi - sono raddoppiati, passando da 24.000 a 48.000, in risposta ad una crescente domanda di informazione sulla propria salute. E tra questi i più richiesti ci sono proprio i test per la paternità.




«Negli ultimi tre anni sono raddoppiati - spiega Alvaro Mesoraca, responsabile del reparto di genetica medica del gruppo Artemisia - l’accesso è diventato più facile, i mezzi d’informazione ne parlano e in fondo, con una spesa di uno-due milioni (di vecchie lire, n.d.r.), si ottiene una risposta sicura. Anche se il test, effettuato anonimamente, non ha alcun valore legale. Chi lo chiede? Soprattutto gli uomini, ma anche le donne, che magari hanno avuto rapporti con più partner nel periodo in cui sono rimaste incinte, e vogliono sapere la verità. Ma nella diffusione incontrollata dei test genetici - afferma invece il presidente di Legambiente, Ermete Realacci - ci sono in nuce elementi che possono scardinare il tessuto di coesione sociale. C´è, infatti, da chiedersi chi può valutare l´effettivo significato dei risultati e, soprattutto, la loro riservatezza.



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