Pausa pranzo... e non solo.

Cultura - Attualità






Dito puntato contro i break, sempre più numerosi nelle giornate lavorative degli italiani: un caffè bevuto “al volo”, un tramezzino consumato davanti al pc, un aperitivo trangugiato con il pensiero della riunione che ci aspetta. Con i conseguenti disturbi tipici di chi è sottoposto ad uno stress eccessivo e ad un’alimentazione scorretta: sensazione di pesantezza, sonnolenza e cali di attenzione, difficoltà digestive, indebolimento fisico.


Da un’inchiesta condotta dal mensile Salute naturale su un campione di mille persone in età lavorativa, infatti, risulta che solo l’8 per cento degli intervistati ha la possibilità di tornare a casa per concedere al pranzo l’importanza che il pasto principale della giornata richiederebbe. Il 10 per cento, poi, concentra la propria pausa dal lavoro a metà giornata, mentre il 40 per cento interrompe la propria attività lavorativa almeno quattro o cinque volte, per concedersi dei piccoli break che però, se troppo numerosi, aumentano la tensione invece di alleviarla. Già, perchè quasi sempre, tali momenti di illusorio relax coincidono con l’assunzione di cibo e bevande: panini nel 37 per cento dei casi, oppure merendine (46 per cento) e caffè (63 per cento). Tutti alimenti ricchi di grassi o stimolanti.


Ma anche il luogo dove viene consumato il pasto fa la differenza: il 41 per cento del campione sceglie solitamente il bar, il 19 per cento opta per la mensa o la trattoria ed il 22 per cento ordina lo spuntino dall’ufficio, sacrificando così uno “stacco” fisico dal luogo di lavoro, che sarebbe invece assai salutare.


La metà dei partecipanti all’inchiesta (liberi professionisti, impiegati, operai) si dichiara non disposto a rinunciare alle frequenti pause e, d’altro canto, avverte costantemente una sensazione di stanchezza e di pesantezza, di cui però accusa solo i ritmi lavorativi a cui è sottoposta.


Mangiare in maniera disordinata fa sì che il nostro organismo assuma tossine e non sia in grado di digerire a dovere le sostanze incamerate. Secondo gli esperti una corretta alimentazione per un impiegato che trascorre in ufficio la sua gioranta di lavoro prevede innanzitutto una buona colazione mattutina (di circa 500 calorie per un individuo di età media e di 70 Kg di peso). All’ora di prazno, poi, meglio prediligere alimenti leggeri, a base di carboidrati con pochi grassi, escludendo assolutamente l’assunzione di bevande alcoliche. Un trancio di pizza, un’insalata di pasta o di pollo possono essere associati ad un gelato a fine pasto, ricarica di zuccheri facilmente spendibili quando ci si rimette al lavoro. Hamburger, cheesburger e piatti ricchi di grassi vanno invece consumati solo saltuariamente.


L’ultimo suggerimento che i nutrizionisti rivolgono agli italiani è quello di consumare i pasti con la dovuta calma, seduti ed attenti a masticare a lungo, assaporando il gusto delle pietanze consumate, per rompere il circuito di stress che altrimenti rischia di minare seriamente la nostra salute.


Tag:


Presente in:

Cultura - Attualità

CONDIVIDI CON I TUOI AMICI E CONOSCENTI
Partecipa anche tu alla discussione *
Elenco articoli in archivio
Selezionare l'anno

(non ci sono ancora articoli in archivio per questa sezione)