Pedagogia: le bugie dei bambini

Psicologia - Infanzia



Siamo tutti un po’ bugiardi. Secondo una recente ricerca realizzata da Demoskopea per conto della federazione italiana degli psicologi, il 43 per cento degli italiani ammette di raccontare bugie. Il rimanente 57 per cento, aggiungono i maligni, mente. E hanno ragione. Lo prova la domanda successiva del questionario. Di quel 57 per cento, infatti, solo uno su dieci dichiara che, qualora ricevesse un regalo non gradito, direbbe la verità al donatore.



Eppure ogni volta che scopriamo che i nostro bambini ci hanno detto una bugia, ci arrabbiamo moltissimo. Spesso sbagliando. Lo spiegano, nel loro ultimo libro “Le bugie dei bambini” (Red Edizioni, 112 pagine, 16 mila lire) due esperti di educazione dei bambini come Nessia Lanadio e Gianfilippo Pietra, che hanno realizzato un’interessante guida alla comprensione della menzogna e ai diversi di modi di comportarsi di fronte alle bugie dei nostri figli e come farli crescere sinceri, aperti, autentici.



Le bugie, spiegano i due autori, sono un male necessario, un mezzo per districarci nella vita quotidiana. Ma come stabilire i confini del lecito e della sincerità? Come dobbiamo comportarci di fronte ai nostri figli che negano l´evidenza? In realtà l’arte della bugia varia notevolmente con l’età. Dai 2 ai 5 anni ci troviamo di fronte alle prime bugie dei bambini. Bugie che nascondono tre esigenze fondamentali: evitare il castigo, cancellare la colpa e affermare la propria indipendenza.



Come reagire? Aggredirlo, minacciarlo di punizioni, chiamarlo piccolo bugiardo o delinquente sono reazioni che finiscono per umiliarlo e dargli un’immagine negativa di sé. “Senza perdere la calma – spiegano Lanadio e Pietra – rileviamo la bugia e ribadiamo la regola infranta. Interveniamo sull’episodio e non sulla bugia, che è il disperato tentativo di nasconderlo. Non è cattivo il bambino, ma il suo comportamento, e come tale il piccolo lo può cambiare”.



Dai 6 ai 10 anni, dopo le prime goffe e impacciate bugie, il bambino comincia ad imparare l’arte della bugia, diplomandosi come perfetto mentitore una volta raggiunta la scuola media. La bugia diventa un “meccanismo di sopravvivenza istintivo” e i bambini cominciano a distinguere tra bugia di cortesia e vera menzogna. “Essere onesti con noi stessi – scrivono i due autori -, non temere di svelare ai figli i nostri limiti e le nostre debolezze è l’unico modo per comunicare il valore della sincerità. L’educazione alla verità inizia in casa”.



Ecco alcuni consigli pratici per risolvere il problema: non accusare, non farsi prendere dall’ira e non mettersi nei panni del detective; facciamogli invece notare gli effetti del suo comportamento e rassicuriamolo con il nostro affetto. L’obiettivo non è fargliela pagare, ma indurre il bambino a cambiare atteggiamento. E, infine, chiarito l’incidente, mai tornare più sull’argomento.




Tag:


Presente in:

Psicologia - Infanzia

CONDIVIDI CON I TUOI AMICI E CONOSCENTI
Partecipa anche tu alla discussione *
Elenco articoli in archivio
Selezionare l'anno

(non ci sono ancora articoli in archivio per questa sezione)