Peli superflui addio

Bellezza - Depilazione



Si racconta che una delle componenti del fascino che la regina di Saba esercitò su re Salomone fosse il fatto di avere la pelle del corpo assolutamente liscia e che anche i faraoni egiziani si sottoponessero ad una depilazione integrale. Un problema, quello dei peli superflui, affrontato e risolto grazie alla cosmetologia fin dall’antichità, per motivi estetici o pratici, da uomini e donne di tutto il mondo.




Un’eccessiva presenza di peli sul corpo femminile in sedi corporee e con caratteristiche che sono tipiche del sesso maschile si definisce irsutismo e va distinta dalla comune ipertricosi, che indica ugualmente un aumento dei peli corporei ma in sedi e con caratteristiche normali per la donna. La presenza di irsutismo denota una situazione patologica, che implica uno squilibrio endocrino-ormonale, oppure è causata da motivi ereditari, genetici e razziali, mentre l’ipertricosi rientra nella variabilità individuale e dipende da fattori costituzionali




Entrambe le condizioni possono costituire un problema estetico, facilmente risolvibile oggi grazie a svariati metodi meccanici, chimici o fisici, in grado di eliminare, provvisoriamente o definitivamente, i peli in eccesso: intervenendo con rasoi elettrici o manuali, creme depilatorie, decoloranti, cerette, elettrocoagulazione e laser, ogni donna può trovare il metodo più consono al suo tipo di pelle, alla sua età, alla stagione dell’anno.



La rasatura, effettuata con apparecchi elettrici o manuali, è il metodo casalingo più indiscriminato, perché ritenuto responsabile di far crescere i peli più ispidi e numerosi. In realtà non cambia il numero dei follicoli piliferi, ma favorisce solo una rapida ricrescita, poiché spezza il pelo alla base dell’epidermide senza eliminarne la radice. L’unico rischio è quello che i peli, riuscrescendo storti sottopelle, possano dare origine ad infiammazione del follicolo. Resta il metodo più appropriato per depilare la zona ascellare.




Le creme depilatorie, invece, agiscono sul fusto del pelo ammorbidendolo, permettendone l’asportazione con un panno umido o una spugna e ritardandone la riscrescita. Sono sconsigliate a chi ha la pelle particolarmente delicata, perché possono irritare la cute e causare dermatiti da contatto. Dopo la loro applicazione è bene procedere ad un lavaggio accurato per eliminare i residui di prodotto e ad un trattamento acido-astringente per togliere l’alcalinità e l’irritazione locale. Accanto a quelle depilatorie, esistono anche le creme ad effetto schiarente, a base d’acqua ossigenata ed ammoniaca, da non utilizzare mai prima di un’esposizione solare e da testare precedentemente su una piccola zona di pelle dietro l’orecchio.




Un ottimo e diffusissimo sistema per affrontare ed eliminare, anche se non definitivamente, il problema dei peli superflui, è la ceretta, a cui si può ricorrere a partire dai dodici o tredici anni, evitando così i primi inutili complessi alle ragazzine. Le cosiddette “cerette a caldo” sono costituite da una fusione di colofonia (una massa resinosa ottenuta dalla distillazione della trementina) e cera d’api, mentre quelle “a freddo” sono masse semisolide, il cui componente principale è il glucosio e che non necessitano di riscaldamento per essere spalmate. L’epilazione dura in media venti-trenta giorni, non va mai effettuata prima di un esposizione al sole o di una lampada a raggi UV e va fatta seguire da trattamenti in grado di calmare la cute (creme emolienti prive di profumazione, gel decongestionanti a base di acido asiatico ed aloe). È sconsigliata per ascelle ed inguine, dove potrebbe causare infiammazioni e peli incarniti.




Gli epilatori elettrici strappano i peli grazie dischi che si allontanano e si avvicinano: il dolore, più acuto la prima volta, si attenua con il tempo e l’abitudine. I peli iniziano a ricrescere dopo una decina di giorni, la la depilazione successiva può essere effettuata dopo due o tre settimane. I peli da strappare, che vanno ben catturati per essere estirpati alla radice, devono essere corti e sottili, per evitare irritazioni e follicoliti. Gli epilatori non vanno utilizzati su inguine ed ascelle, né subito prima di un’esposizione al sole, quando causerebbero iperpigmentazioni postinfiammatorie.




Per chi volesse togliersi per sempre il pensiero dei peli superflui, oggi esistono i cosiddetti sistemi di depilazione definitiva, la cui efficacia dipende da vari fattori: la competenza di chi li pratica, il proprio stato fisiologico, eventuali predisposizioni ereditarie.
Tra i metodi più in auge l’elettrocoagulazione, che attacca e distrugge i singoli peli con aghi finissimi. Il trattamento, completamente indolore, richiede più sedute, variabili in rapporto al numero di peli da eliminare, e si addice ai peli strutturati e terminali, scuri o chiari, di qualsiasi zona del corpo, incluso il seno. Un altra tecnica definitiva e relativamente recente è l’intervento con il laser, che richiede dalle quattro alle cinque sedute, distanziate fra loro di una ventina di giorni se non addirittura un mese. Tutti i tipi di laser si basano sul comune concetto della fototermolisi selettiva: emettono cioè luce monocromatica ad una frequenza tale da poter aggredire selettivamente la melanina presente nel pelo e, soprattutto nel suo bulbo. Per questo motivo agiscono solo sui peli neri e non vanno utilizzati sulla pelle abbronzata, mentre non pregiudicano la successiva esposizione ai raggi solari (anche nel giro di una settimana dopo l’intervento). Il laser si può applicare anche ai peli del viso ed agisce efficacemente su quelli incarniti.



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