Pirati informatici: il fenomeno hacker

Tecnologia - Sicurezza



Pirati informatici, cyberterroristi o semplicemente hacker. Sono i piu´ temuti navigatori della rete. Sono giovani o addirittura giovanissimi, con grandi conoscenze in informatica e un bagaglio culturale alternativo. E sono stati in grado, a meta´ febbraio, di bloccare per ore i piu´ importanti siti mondiali. A partire dal piu´ grande e famoso portale, quello di Yahoo!, per continuare con il sito della Cnn, con Amazon, il piu´ grande negozio virtuale del web, con E-Bay, con Trade.com e con molti. Difficile stabilire una cifra, ma sicuramente il danno per mancati acquisti ma soprattutto d´immagine e´ stato di parecchi miliardi di dollari

Il fenomeno si e´ poi allargato, per imitazione, in Europa, in Russia, in Cile e anche in Italia. Il nucleo Computers crime della nostra polizia ha individuato, risalendo loro tramite alcune chat di scambio di informazioni tra hacker e codici riservati, cinque cyberterroristi italiani. Hanno tra i 18 e i 22 anni, vivono in Centro Italia, e hanno scardinato le difese di una quindicina di siti statunitensi. Rischiano, per la legge italiana, da uno a cinque anni per il reato di accesso abusivo a banca dati (previsto dall´articolo 615 del codice penale).

I piu´ apocalittici parlano di veri e propri gruppi di rivoluzionari della rete, pronti a scardinare il piu´ grande sistema mondiale di interconnessione per combattere le grandi multinazionali che stanno arricchendosi con il business della rete. E, su spinta di Clinton, i G7, i sette paesi piu´ industrializzati, hanno gia´ deciso che quello della sicurezza in rete sara´ il tema forte del prossimo incontro previsto a Parigi a maggio (ci sara´, per la prima volta, anche la Russia). Intanto gli hacker continuano ad operare, con i loro site e le loro convention (anche in Italia) e si autodefiniscono non politicizzati.

Non mi sono mai sentito in colpa quando ho colpito corporation monolitiche e ricchissime, votate solo al profitto, ha detto Kevin Mirnick in un intervista al Corriere. Trentasei anni, definito dai media americani l´hacker piu´ ricercato e leggendario del pianeta, Kevin in 13 anni ha volato i sistemi informatici di ben 35 compagnie internazionali, provocando oltre 600 miliardi di danni. Appena uscito dopo 5 anni di carcere, ha dichiarato che secondo lui, a mandare in tilt la rete sono stati ragazzini in cerca di emozioni forti. Anche uno studente di prima media poteva farlo.

Secondo l´Osservatorio sull´hackeraggio di Phoenix, tra i paesi piu´ colpiti dal fenomeno ci sono il Brasile, con 120 attacchi solo l´anno scorso, e gli Stati Uniti con 106. In Italia gli attacchi sono stati per fortuna solo 18. Ma quello che sta dando piu´ lavoro ai 2000 poliziotti incaricati di reprimere i crimini informatici (hanno la sede centrale a Roma e 19 compartimenti regionali) sono i reati legati ai furti o alle clonazioni di numeri di carte di credito negli acquisti online. Che rappresenta il vero nodo cruciale dare fiducia e far funzionare l´e-commerce in rete.

E voi, siete preoccupate per il fenomeno degli hacker? Rispondete al nostro sondaggio o dateci un parere in message board.



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