Pop art: quella di tom wesselmann in una mostra romana.

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Nudi monumentali di quasi due metri e mezzo, nature morte imbandite di toast e coca cola, sigarette baciate da labbra laccate di rosso, giochi di colori che s’inseguono in un balletto astratto. “Nudi”, “Nature morte”, “Fumo”, “Astratti”. Tutto il repertorio sgargiante, edulcorato e fumettistico di Tom Wesselmann va in scena al Macro, in quella che può essere considerata la prima grande mostra italiana dedicata ad uno dei massimi protagonisti della stagione “Pop” americana, insieme a Warhol, Lichtenstein, Oldenburg e Rauschenberg.


Il percorso espositivo raccoglie una trentina di opere che vanno dal 1963 al 2004, privilegiando le tematiche più significative della ricerca storica di Wesselmann. I Nudes, con i dettagli stereotipati del sex appeal femminile molto cinematografico, come le grandi labbra rosse, le chiome bionde o nere, i seni stilizzati da pin-up. La serie degli Smokers, dove Wesselmann esegue blow-up pittorici su seducenti labbra di donna nell’atto di fumare una sigaretta che sprigiona una coreografia di fumo d’un velato erotismo. E ancora le Still Lives, la serie delle nature morte in cui Wesselmann lascia sfilare prodotti made in Usa figli dell’epoca del consumismo di massa e della pubblicità. Per finire con gli Abstracts, balletti di forme e colori liberi. Prologo alla mostra, la monumentale scultura “Tulip”, realizzata da Wesselmann nel 1983, ed esposta nella Galleria Vetrata del Museo.


L’evento espositivo, il primo dedicato all’artista da un museo pubblico italiano, è curato da Danilo Eccher, ideato e definito con l’artista stesso prima della sua prematura scomparsa (avvenuta nel mese di dicembre del 2004), e si avvale della collaborazione del Whitney Museum di New York.


Convinto sperimentatore della ricerca figurativa, Tom Wesselmann si è affermato sulla scena newyorkese dei primi anni Sessanta con il suo “nuovo realismo”, un linguaggio che rivelava, come scrive Connie Glenn, “una capacità tecnica sorprendentemente sofisticata e un grande talento per un tratto lungo, espressivo, ispirato a Matisse”. Proprio il pittore e scultore francese sarà considerato da Wesselmann il suo “consigliere” prediletto, consapevole di appartenere alla tradizione espressiva inaugurata dal maestro della “joie de vivre”. “Sentivo in un certo senso”, rivelerà Wesselmann, “un forte obbligo a essere il prossimo elemento o ad assumere la prossima posizione nella progressione da Matisse al presente”.


L’americano scoprì la propria vocazione artistica durante il periodo di leva nell’esercito, mentre passava le ore libere realizzando fumetti che mettevano in ridicolo le costrizioni della vita militare. La passione per il disegno, alimentata prima all’Art Academy di Cincinnati poi alla Cooper Union di New York, lo portò a codificare un realismo di gusto pop ma assolutamente personale, che fondeva in uno stile cartellonistico, sempre votato alla grande dimensione, un’immediatezza fumettistica con immagini prese in prestito dal repertorio della pubblicità e dei mass media insieme al prelievo diretto di oggetti reali.


“Wesselmann opera attraverso un voyeurismo che volge lo sguardo verso spaccati domestici, abitati da utensili quotidiani e da figure femminili, colte in atteggiamenti di igiene privata oppure in posizioni languide”, scrive Achille Bonito Oliva. Il suo debutto ufficiale è, infatti, con i Nudes, eseguiti con la pratica del disegno dal modello vero (ispirati inizialmente da Claire Selley che diventerà sua moglie nel 1963), un procedimento “classico” che conserverà per quasi quarant’anni di carriera, per poi abbandonare nel 2002 a favore di un “modello più mentale” e idealizzato. I nudi resteranno sempre al centro della sua produzione, quali vividi esempi della sua capacità di freschezza e autorinnovamento, come dimostra l’opera esposta Bedroom Brunette with Irisis del 1988, fino all’ultima serie dei Sunset Nudes dall’appeal più esotico e dai colori tropicali, documentata in mostra da Sunset Nude with Palm Tree del 2003 e da Sunset Nude with Big Pal Tree del 2004.



Tom Wesselmann


Macro, Museo d´Arte Contemporanea


Via Reggio Emilia, 54 - 00198 Roma


Tel. 06671070400


Orari: martedì-domenica 09.00-19.00, chiuso il lunedì


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