Pottermania: tutti i successi del maghetto con gli occhiali

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Pronti a prendere l’Espresso di Hogwarth sul binario 9 e 3/4 alla King Cross Station? E’ il treno con cui l’apprendista mago Harry Potter si reca alla scuola di maghi più celebre del mondo. Che si prepara a diventare – dopo l’attesa uscita del primo film dedicato al personaggio ideato dalla scrittrice inglese J.K. Rowling - il fenomeno assoluto dei prossimi anni nell’immaginario dei bambini di tutto il mondo. Scalzando i mostricini giapponesi Pokémon e Digimon che avevano imperversato sino ad oggi.



Dopo la trionfale anteprima di domenica scorsa a Londra, che ha visto registrare scene di fanatismo che non si vedevano dai tempi dei Beatles, “Harry Potter e la pietra filosofale” si avvia seriamente a diventare il più grande successo cinematografico di sempre. Le prevendite del film diretto da Chris Columbus (“Mamma ho perso l’aereo”) che uscirà il 16 novembre prossimo in Gran Bretagna e Stati Uniti (per l’Italia bisognerà attendere il 7 dicembre) hanno già toccato cifre da record: 6 miliardi di lire.



L’occhialuto Harry, insomma, sta cominciando a mietere successi a nove zeri. Mille i miliardi di lire che la Warner si attende di incassare dal film, 100 i milioni di copie vendute in tutto il mondo dei quattro libri della Rowling sulla saga di Harry Potter, tradotti in 46 lingue. E Natale, quando scatterà davvero la corsa alla “Pottermania”, sarà un periodo di fuoco. Dopo le carte collezionabili, già in vendita anche da noi, arriveranno in blocco sugli scaffali tutti i gadget legati al personaggio che nel film è interpretato dal dodicenne Daniel Radcliffe, già trasformato in una star da tutti i fan.



Dai classici trenini da collezione raffiguranti l’Hogart’s Express alla sofisticata “scopa elettronica” , dalle peluche ai giochi in scatola, dai puzzle ai videogames, per le dodici aziende che si sono aggiudicate la licenza dell’immagine di Harry Potter si prospettano affari d’oro. Affari così preziosi da scatenare una vera e propria guerra in rete.



Ha iniziato la Warner Bros, che ha fatto scrivere lettere di diffida da un affermato studio legale di New York a decine di adolescenti tra i 12 e i 16 anni (residenti soprattutto finora in Gran Bretagna, Stati Uniti, Canada e Singapore), ordinando loro di chiudere al più presto i siti creati in onore del loro beniamino in quanto Harry Potter è un marchio commerciale registrato e tutelato per legge. Poi è arrivato l’assalto dei “pirati” informatici, che hanno trovato il modo di far circolare una copia clandestina in Dvd dei 152 minuti del film ancora prima dell’anteprima.




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