Problemi dell’organizzare la vita quotidiana? vi aiutano le banche del tempo.

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Il tempo è prezioso quanto il denaro: per gestirlo al meglio potete rivolgervi ad associazioni che funzionano come le banche e che permettono di depositare, al posto degli euro, ore e servizi. Si chiamano Banche del Tempo e in Italia sono state istituite per la prima volta nel 1992 a Parma, per iniziativa di un gruppo di donne creative. Nei Paesi anglosassoni si conoscono come Lets (Local Exchange Trading System), mentre in Francia ve ne sono di tre tipi: il SEL (Système d´Echange Local), il Troc Temps (Baratto di tempo) e il Réseau d´Echanges Réciproques de Savoir (Rete di scambio reciproco dei saperi).


L’attività delle Banche del tempo consiste nel garantire un’intermediazione all’interno di un sistema di scambi reciproci tra persone associate (membri di un quartiere, di una scuola, di una biblioteca, di un’azienda o di un circolo).


Sul modello di uno sportello bancario, in tali istituti può essere depositato del tempo che si potrà ritirare al momento del bisogno. Si mettono a disposizione le proprie capacità e competenze, in modo da offrire e richiedere conoscenze specifiche riguardo ad una lingua straniera, ad un’attività artigianale o all’uso del computer; la disponibilità ad accompagnare i bambini a scuola, a prenderse cura mentre i genitori sono al lavoro, oppure ci si può accordare su tragitti comuni per i quali mettere a disposizione macchina o pulmino. E ancora si possono depositare in banca le proprie abilità nei lavori domestici, di giardinaggio o di bricolage, ma anche offrire la propria disponibilità per andare a pagare le bollette o a fare la spesa.


L’unità di misura stabilita dalla Banca del Tempo è l’ora oppure la mezz’ora. Dopo che un associato ha usufruito del servizio richiesto, ha un debito verso la Banca del Tempo per un importo pari al valore della prestazione, mentre colui che ha erogato il servizio acquisisce un credito di pari ammontare. Ogni aderente, come in qualsiasi istituto bancario, possiede un libretto degli assegni ed un conto corrente, su cui vengono registrati tutti movimenti.


La garanzia che il sistema degli scambi non si arresti dipende dall’equilibrio di bilancio tra quanto richiesto e quanto viene prestato. Per tale motivo quando un associato raggiunge il tempo massimo di addebito previsto dal regolamento di ogni singola Banca, l’istituto si occupa di richiamarlo a ripristinare la propria posizione di equilibrio tendenziale. La Banca del Tempo non richiede alcuna garanzia di reddito, né considera il concetto di maturazione di interessi su un debito accumulato. Semplicemente viene incontro alle esigenze di chi desidera essere contattato per fornire servizi e cerca di individuare quali capacità dei singoli individui possano essere maggiormente utili e richieste.


Nella rete la presenza delle Banche del Tempo italiane aiuta a farsi un’idea più chiara di come funzionino questi istituti. All’indirizzo www.tempomat.it (Osservatorio nazionale delle Bdt) sono a disposizione dei navigatori tutti gli indirizzi, i numeri di telefono e i siti delle principali Banche del Tempo diffuse sul territorio nazionale (circa 300). Online anche un’utile guida su come creare una Banca del Tempo, che, come tutte le associazioni, deve essere registrata e regolata da un Atto costitutivo e da uno Statuto, che ne contengano le regole costitutive e le modalità per l’adesione.


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