Procreazione: la maggioranza degli italiani approva quella assistita.

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In Italia il 65 per cento della popolazione (quasi due individui su tre) è favorevole alla fecondazione artificiale. Lo rivelano i dati resi pubblici dall’Eurispes e da Telefono Azzurro proprio nel corso della campagna referendaria per l’abrogazione della legge sulla fecondazione assistita e raccolti con una rilevazione condotta sul territorio nazionale nei mesi di giugno e luglio 2004, su un campione di 1.500 intervistati.


Relativamente alla possibilità per una coppia sterile di ricorrere a tecniche di riproduzione assistita in laboratorio, infatti, la stragrande maggioranza dei cittadini intervistati (soprattutto gli uomini) ritiene che questa scelta legittima; è contrario il 31,3 per cento, mentre solo il 3,8 per cento non ha voluto o saputo esprimere un’opinione a riguardo. Ciò segnala, secondo il presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara il forte interesse nei confronti di un tema così delicato ma che tocca un numero crescente di persone e che potrebbe potenzialmente riguardare ciascuno di noi.


Analizzando i dati per classe d’età, emerge la presenza di significative differenze d’opinione tra gli intervistati. È possibile osservare, in particolare, come la legittimità per una coppia sterile di ricorrere a tecniche di riproduzione assistita sia sostenuta soprattutto dai cittadini di età compresa tra i 25 e i 44 anni, tra i quali ben il 74,7 per cento esprime un giudizio favorevole, e dai ragazzi tra i 18 e i 24 anni (66,7 per cento). Il grado di consenso diminuisce invece tra le classi di età più elevate: tra gli ultra 64enni la percentuale di chi si dichiara a favore della fecondazione assistita è sensibilmente meno elevata, ma comunque maggioritaria (il 50,9 per cento).


Tra gli intervistati residenti nelle diverse aree geografiche si evidenzia come percentuali più elevate di contrari si registrino tra i cittadini residenti nelle Isole e al Nord-Ovest, mentre, in base al titolo di studio, cresce in relazione al grado di istruzione la percentuale di coloro che ritengono legittimo il ricorso a tecniche di riproduzione assistita.


Al consenso alla fecondazione artificiale non è d’ostacolo l’orientamento politico, anche se la percentuale di coloro che si esprimono a favore è leggermente più elevata tra i cittadini di sinistra e centro-sinistra (66,7 per cento). Chiamato a pronunciarsi sulla fecondazione eterologa (la possibilità per le coppie sterili di ricorrere ad un donatore o una donatrice esterno/a che fornisca l’ovulo o il seme), esclusa dalla legge 1514/03, il campione si dichiara nella maggioranza dei casi contrario a tale metodo, che ritiene illegittimo.


La normativa italiana sulla fecondazione assistita risulta in contrasto con quella in vigore nella gran parte dei paesi occidentali: la fecondazione eterologa, infatti, è permessa (sia pur con modalità diverse) in Gran Bretagna, Francia, Austria, Spagna, Germania, Svezia, Norvegia, e nella maggior parte degli Stati Uniti. E così sono in aumento, secondo i dati raccolti dall’Eurispes, i cosiddetti “viaggi della speranza”, che gli aspiranti genitori intraprendono verso i paesi confinanti con legislazioni più permissive: Svizzera, Francia, Slovenia e Austria (per chi risiede al Nord) e l’Isola di Malta (per il Sud). Le richieste riguardano, oltre alla fecondazione eterologa, la diagnosi preimpianto, e le tecniche di base, FIVET-ICSI. Resta pur vero che i viaggi all’estero, a causa degli alti costi che comportano sia per il soggiorno sia per le cure e spese mediche, continueranno ad essere appannaggio di pochi.


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