Pubblicita´: anche in italia arriva quella comparativa

Cultura - Attualità



I primi ad applicarla correttamente sono stati gli Elio e Le Storie Tese. Il complesso rock-demenziale e´ comparso in uno spot sull´edizione italiana di Mtv come dei televenditori: in una mano di Elio l´ultimo disco del gruppo Craccracriccrec, nell´altra l´ultimo lavoro di Alex Britti It.Pop. Vedete questi due dischi? - spiega il leader della band milanese - all´apparenza sono identici: stessa durata, stesso prezzo. Ma in realta´ il nostro disco vi da´ di piu´: un abbonamento gratuito ad Internet (con Tiscali, n.d.r.).

E´ arrivata anche in Italia la pubblicita´ comparativa. Ma dal 18 maggio, data dell´entrata in vigore della nuova legge, pochissimi si sono arrischiati come Elio e compagni di addentrarsi in questo terreno minato. Sempre di sfuggita. Mai in modo diretto, come invece succede normalmente da anni in America (ed anche di recente in Inghilterra, Grecia, Francia e Spagna) ad esempio tra Coca Cola e Pepsi.

Una della cause sono soprattutto i molti limiti posti dal nuovo articolo del codice di autodisciplina, applicato dopo una direttiva comunitaria promossa da Emma Bonino: lo spot deve essere leale e non ingannevole, non deve ingenerare rischi di confusione ne´ causare discredito o denigrazione, il confronto deve essere obiettivo e verificabile. I rischi? Lunghe cause civili per il risarcimento danni.

In effetti anche negli Stati Uniti, dove la pubblicita´ comparativa e´ nata, gli spot a confronto sono solo il 10 per cento del totale e raramente sono serviti a far avanzare un prodotto rispetto ad un altro. Insomma, almeno a prima vista, una vera bufala. E voi che ne pensate? Rispondete al nostro sondaggio o dateci un parere in message board.


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