Raffello, protagonista dell’estate romana.

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Fino al prossimo 27 agosto la Galleria Borghese ospiterà un’eccezionale mostra monografica dedicata a Raffaello, la prima delle dieci esposizioni del programma espositivo messo a punto da Claudio Strinati, Soprintendente Speciale al Polo Museale Romano e da Anna Coliva, direttrice della Galleria.


La mostra della Galleria Borghese vuole indagare la produzione pittorica di Raffaello Sanzio negli anni tra il 1505 e il 1508, in cui l’artista, prossimo a stabilirsi a Roma, dipinge la Deposizione, tuttora conservata nel Museo Borghese e getta le basi per quel rivoluzionario passaggio dalla struttura compositiva tradizionle alla concezione dinamica dello spazio che si compirà con la realizzazione degli affreschi delle Stanze Vaticane.


È la prima grande mostra di taglio monografico che Roma dedica all’artista, anche se questo può sembrare paradossale, essendo Raffaello il pittore ‘romano’ per eccellenza. È Raffaello infatti che, giunto a Roma, con geniale sintesi formale, stabilisce una volta per sempre l’immagine stessa della dottrina, traduce i contenuti religiosi in immagini di tale forza che da allora l’intera civiltà occidentale si confronterà o si scontreà con essi. E’ una iconografia che non è più mutata sino ai nostri giorni.


Lo scopo della mostra è proprio quello di indagare come, da un punto di vista formale, stilistico, compositivo, spaziale, questa visione universale prenda forma e come l’artista, da ottimo pittore umbro e poi fiorentino, divenga il Raffaello ‘romano’, il grande pittore di storia.


Si tratta di uno dei fenomeni più sorprendenti e rivoluzionari della storia dell’arte occidentale, perché sono stati pochi gli artisti capaci di operare un cambiamento così radicale su se stessi, rinascendo dalle proprie ceneri, riflesso passo dopo passo dalla tormentata realizzazione della Deposizione. Appena si immerge nell’effervescente clima di Firenze, Raffaello assimila le innovazioni di Michelangelo e Leonardo e affronta i due temi capitali della su arte: il movimento e lo spazio. Presto impara a concepire le figure in movimento mentre il disegno diventa “la perfetta misura” ovvero la media proporzionale tra le bellezze, dunque universale.


Raffaello appare quindi come pittore divino nel senso etimologico del termine, ovvero la sua pittura è come se fosse qualcosa che è sempre esistita e nessuno l’ha mai fatta prima, perché è così perfettamente naturale che crea un mondo parallelo, assolutamente verosimile, dove regna un armonia totale che diventa quasi impossibile percepire.


È un’esposizione che può essere realizzata solo alla Galleria Borghese, poiché in essa si trova l’opera capitale per la comprensione di questo passaggio, la celebre Deposizione, opera che per dimensioni e delicatezza è inamovibile. In questa occasione, per la prima volta, la Pala della Deposizione verrà ricomposta in tutte le sue parti (cimasa, predella e fregio), seguendo le più recenti ipotesi di studio riguardanti la struttura originale dell’ancona lignea, con la serie completa degli studi e dei disegni preparatori a documentare ogni passaggio relativo alla genesi e alla lenta trasformazione dell’idea iniziale: la loro presenza accanto alla Pala originale costituisce un irripetibile momento di riflessione, mai avvenuto fino ad oggi.


Tra i capolavori presenti alla Galleria Borghese , in Italia per la prima volta, la Belle Jardinière che il Louvre presta non ha mai prestato all’estero e che viene accostata al cartone preparatorio della National Gallery di Washington, la Madonna Colonna dalla Gemaldegalerie, la Sacra Famiglia con l’agnello dal Prado, la Madonna Esterhazy da Budapest, la Madonna Aldobrandini e il Sogno del Cavaliere dalla National Gallery di Londra, la Madonna dei Candelabri da Baltimora, il Ritratto virile dalla Liechtenstein Collection. A questi vanno aggiunti i disegni preparatori dal British Museum, dall’Ashmolean, dal Louvre, da Lille, Parigi e dal Metropolitan Museum.


In totale si possono ammirare 24 tavole e 26 disegni, per la maggior parte mai viste in Italia, oltre a circa dieci capolavori di confronto di artisti coevi dalle collezioni della Galleria Borghese.


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