Saldi di stagione: i diritti non devono essere scontati.

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Si riapre la stagione dei saldi estivi. Nelle vetrine spuntano i cartelli che annunciano grandi sconti e nei negozi la gente è spinta ad approfittare delle opportunità di risparmio. Altroconsumo, associazione indipendente di consumatori, ricorda che i diritti di chi compra non sono soggetti a sconto e che un’attenta valutazione del rapporto qualità prezzo è sempre consigliabile per evitare brutte sorprese.


Durante i saldi il pericolo di euforia da shopping è reale e Altroconsumo invita a seguire alcuni consigli: è bene innanzitutto provare sempre l’articolo prima di acquistarlo. La legge infatti non impone al negoziante di cambiare i prodotti se non sono difettosi, né durante i saldi né durante le vendite normali. Nell’incertezza, è opportuno chiedere al negoziante se è possibile effettuare un cambio e il limite di tempo per farlo.


Anche nel periodo dei saldi la legge (D.lgs. 24/2002, rientrato nel Codice del Consumo) impone che l’acquirente abbia diritto di cambiare la merce difettosa. Controllare accuratamente la merce in saldo e conservare sempre lo scontrino. Se la merce dovesse risultare difettosa, il cliente avrà il diritto di chiedere la sostituzione, o se non fosse possibile, la risoluzione del contratto e riavere l’importo pagato o un’ulteriore riduzione del prezzo.


Per legge, la garanzia sugli acquisti vale per due anni dall’acquisto e deve essere fatta valere entro sessanta giorni dalla scoperta del difetto, anche se la merce è stata acquistata in saldo. Evitate l’acquisto di capi d’abbigliamento privi dell’etichetta di composizione (di che materiale sono fatti) e di quella di manutenzione (come lavarli e stirarli), per evitare danneggiamenti durante la pulizia.


Per quanto riguarda i prezzi, meglio diffidare dei negozi che espongono cartelli con i nuovi prezzi senza indicare il prezzo di partenza e la percentuale di sconto. La legge prevede che lo sconto sia espresso in percentuale e che venga indicato sul cartellino anche il prezzo non scontato.


 Prima dell’acquisto occorre accertarsi con il negoziante del prezzo effettivo del prodotto. I prodotti in saldo devono per legge essere ben separati da quelli non scontati, tuttavia, è bene fare attenzione, perché nei negozi può capitare di trovare confusione tra prodotti in sconto e prodotti a prezzo pieno. Il prezzo esposto è vincolante. Il negoziante non potrà applicare un prezzo più alto o uno sconto inferiore a quello previsto.


Al momento del pagamento, un negoziante convenzionato con una carta di credito è tenuto ad accettarla sempre, anche in periodo di saldi. In caso di rifiuto si potrà protestare con la società emittente della carta. Fate attenzione alle offerte di pagamento rateizzato, “a tasso zero”: spesso le offerte tanto pubblicizzate non includono le spese accessorie connesse al credito. Controllate dunque sempre il Taeg (Tasso annuo effettivo globale) e, a parità di durata e ammontare, scegliere il prestito con Taeg più basso.


Eventuali scorrettezze o incidenti durante le vendite speciali vanno segnalate alla Polizia municipale. Se verrà accertato un comportamento scorretto, il negoziante potrà essere multato fino a 3.000 euro.


Un consumatore attento è sicuramente un consumatore più tutelato. Tuttavia l’attuale regolamentazione dei saldi rimane insoddisfacente secondo Altroconsumo, che chiede da tempo a Governo e Regioni una liberalizzazione dei periodi di vendite speciali per consentire una maggiore concorrenza sui prezzi a favore dei consumatori.


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