Salute e benessere: se ne discute in un convegno.

Medicina - Medicina sportiva



Il valore del benessere nelle sue complesse manifestazioni tra salute e vanità. Questo il tema affrontato in un recente convegno organizzato a Milano dal Centro Benessere Stresa del Grand Hotel des Iles Borromées e che ha visto il contributo di illustri esperti provenienti da diverse discipline.


“In questi anni è in atto, nell´area del benessere, corpo, salute, uno dei più incisivi processi di cambiamento con cui chi studia la nuova complessità del sociale deve confrontarsi. Una sorta di rivoluzione silenziosa, tutt´altro che compiuta, che trasforma la nostra quotidianità”, afferma il sociologo Giampaolo Fabris, Presidente del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione, Docente di Sociologia dei consumi e comportamento del consumatore presso l’Università Vita-Salute S. Raffaele di Milano. “Una rivoluzione che assume veramente i contorni della rotazione copernicana. Al centro dell´attenzione, in questa nuova concezione, si pone prepotentemente la persona sana più che quella malata. Solo fino a un recente passato ci si confrontava con il tema della salute quando questa veniva a mancare: e, per di più, era una percezione di stampo fatalistico. Ci si ammala perché è iscritto negli astri, o nel karma, o perché si è sfortunati. Prevaleva cioè una concezione imponderabile, quasi metafisica della malattia e della salute. Oggi la salute da variabile indipendente, su cui cioè non ho alcun controllo, diviene una variabile dipendente: ci sono molte probabilità di ammalarsi se non si seguono una serie di regole o norme ormai largamente diffuse e condivise. Il bene salute si è, in un certo senso, secolarizzato. Ha perso le sue originarie caratteristiche di trascendenza per trovare una collocazione di ordine immanente nel sociale. Non esiste area che abbia contagiato così tanto la nostra vita quotidiana. Dal momento in cui ci si sveglia al mattino - ma forse anche prima: la consapevolezza che la qualità del sonno, con tutto ciò che questo significa, condiziona la nostra esistenza è largamente condivisa - e ci si impone lo stretching o esercizi fisici, fare o meno la colazione (e naturalmente che cosa prendere o bandire), fors´anco come vestirsi, se andare al lavoro a piedi, per fare un po’ di movimento, o prendere la macchina e via dicendo. Non c´è ambito, o momento, della giornata in cui - più o meno consapevolmente - non capiti di rapportarsi dialetticamente con la salute”.


E per preservare la nostra salute, tutti noi prestiamo attenzione ad alcuni comportamenti che riteniamo corretti. Interessano l’alimentazione, in cui la scelta dei cibi da consumare è influenzata dalla “presunzione che facciano o meno bene” e l’attività fisica, considerata “un potente toccasana per la salute”. Come ricorda Fabris, “la scelta di dove e come trascorrere le vacanze è, al pari, profondamente influenzata da analoghe, nuove sensibilità. Il corpo bello è, nei nuovi parametri della bellezza, soprattutto il corpo sano. Anche qualche chilo in più lo si tollera se il corpo comunica vitalità, energia, ed è sostenuto da un adeguato tessuto muscolare. La magrezza, anche nei suoi risvolti non legati all´anoressia, non è più sinonimo di bello. Obesità d´altra parte non solo significa un corpo non attraente ma è un corpo che sta per ammalarsi: diviene un disvalore ed è oggetto di sanzione sociale. Salute e benessere divengono, nella concezione solistica della salute che si va affermando, due facce della stessa medaglia

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Sulle importanti conferme riguardo al ruolo dell´alimentazione e dello stile di vita nella ricerca e nel mantenimento del benessere si è soffermato anche il Dr. Andrea Poli, Direttore Scientifico Nutrition Foundation of Italy di Milano, che ha ricordato come “studi epidemiologici molto ampi hanno per esempio confermato che l´adozione di un corretto stile alimentare e di un
adeguato livello di attività fisica si associano ad ampie riduzioni del rischio di incorrere, nel tempo,
nelle manifestazioni cliniche della malattia aterosclerotica, il principale killer della nostra società. Un´alimentazione adeguata, inoltre, può modulare l´attività dei fenomeni infiammatori nel nostro
organismo, coinvolti nella comparsa e nello sviluppo di molte patologie dell´età avanzata”.


Poli ha indicato poi i criteri di alimentazione corretti da adottare, secondo i quali “i carboidrati devono rappresentare il 55-60 per cento dell´apporto calorico totale; essi vanno scelti tenendo in adeguata considerazione anche il loro indice glicemico (cioè la velocità di rilascio dello zucchero nel sangue, una volta consumati). Vanno privilegiati, in particolare, i carboidrati a basso indice glicemico, come quelli contenuti nella pasta di semola, nei legumi, nella verdura e nella frutta.
I grassi, che devono invece rappresentare non più del 30 per cento delle calorie, vanno scelti soprattutto tra i mono e i polinsaturi (presenti negli oli di origine vegetale, come l´oliva, il mais, il girasole). L´apporto di grassi saturi (tipico delle carni, specie dei ruminanti, e dei prodotti lattiero-caseari) non dovrà eccedere il 10 per cento delle calorie totali. Il consumo degli acidi grassi della serie trans (reperibili nelle vecchie margarine e in molti prodotti con esse preparati) dovrà essere minimizzato. L´alimentazione dovrà poi contenere una quantità adeguata di acidi grassi polinsaturi della serie omega-3, e specialmente delle componenti a lunga catena, reperibili nel pesce, di antiossidanti naturali e di acido folico. Gli omega-3 sono cruciali per permettere un adeguato funzionamento di strutture specializzate del nostro organismo (retina, sistema nervoso, ecc.); gli antiossidanti per controllare lo stress ossidativo (il danno, in altre parole, da “radicali liberi”).


Accanto ad una corretta alimentazione, lo stile di vita ideale per il nostro benessere “dovrà poi includere un adeguato livello di attività fisica: circa 30 minuti al giorno di attività fisica moderata, almeno 4-5 volte la settimana (meglio tutti i giorni), che dovranno diventare 45 minuti circa qualora sia necessario perdere peso. Se adottati sistematicamente, questi interventi possono contribuire a ridurre in modo altamente significativo il rischio di incorrere in molte delle malattie degenerative tipiche dell´età matura e avanzata: permettendo al tempo stesso di ottimizzare la qualità della vita e il benessere individuale”.


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