Salute: pazzi in famiglia

Medicina - Psicologia



Altro che mucca pazza. I veri matti siamo noi, almeno a leggere le parole e i dati presentati alla prima conferenza nazionale sulla salute mentale, che si è tenuta a Roma. In Italia, infatti, ben una famiglia su due (esattamente il 47 per cento) vive, o si dovrebbe dire convive, con problemi legati a disturbi mentali. I malati in totale nel nostro paese superano i 10 milioni, soprattutto donne che sono quasi 7 milioni. Non si tratta solo malati gravi (psicotici e schizofrenici), ma anche vittime di disagi meno gravi ma altrettanti complessi: depressione, attacchi di panico, disturbi del sonno, sino alla bulimia e all´anoressia.

Dopo la famosa legge 180, che nel 1978 sanzionò la chiusura dei manicomi (meno quelli cosiddetti criminali, che funzionano ancora anche se sono veri e propri lager, dove i malati sono abbandonati a se stessi o, se violento, legati a letti di contenzione), il panorama della malattie mentali non è certo dei più rassicuranti. Basti pensare che nel solo 1999 ci sono stati ben tremila suicidi e altrettanti tentativi, per fortuna falliti (dati comunque in calo). Senza dimenticare le molte lacune, segnalate dalle associazioni di tutela dei malati mentali, sull´assistenza psichiatrica. Che fanno sì che, spesso, le famiglie con malati meno gravi vengano abbandonate a se stesse.

Al primo posto nelle malattie mentali in Italia ci sono i cosiddetti disturbi affettivi, che colpiscono 2.560.000 maschi e d il doppio di donne (5.506.000), più sensibili e fragili quando ci sono di mezzo i sentimenti. Seguono i disturbi legati all´ansia (2.180.000 uomini e 5.702.361 donne), le somatizzazioni e i disturbi dal controllo degli impulsi. Ogni anno lo stato spende per questi malati quasi mille miliardi, ma la qualità delle cure lascia molto a desiderare, come ha denunciato il nuovo presidente della Società italiana di psichiatria Mario Maj: Abbandono, incuria, coercizione, pazienti isolati dai familiari. L´assistenza mostra molte lacune. I servizi ospedalieri di diagnosi e cura non hanno più di 16 letti e in alcune strutture residenziali persistono sistemi medievali.

Il ministro della sanità Veronesi ha elencato le sue priorità sul tema: abolizione dei manicomi criminali, più facile accesso ai farmaci antipsicotici, più attenzione alla formazione degli operatori e creazione di gruppi interministeriali con Sanità, Affari Sociali, Pubblica Istruzione e Giustizia. Mentre Livia Turco ha invece caldeggiato una nuova legge che tuteli di più l´autonomia economica dei malati di mente.

E tu cosa ne pensi? Ritieni che lo stato faccia abbastanza per curare i malati mentali? Rispondi al nostro sondaggio in homepage oppure lasciaci un tuo pensiero sull´argomento in message board.



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