Salutisti immaginari

Cultura - Attualità



Gli italiani sono tutti potenzialmente salutisti, perché sanno quali sono le regole per mantenere uno stato di benessere psicofisico, ma in realtà in pochi le rispettano. La ricerca Gli Italiani e il benessere, condotta dall’Istituto Taylor Nelson Sofres Abacus con il contributo del Comitato Scientifico Acqua Panna, ha dimostrato che in Italia, tra coscienziosi e scellerati, prevalgono gli indifferenti.




L’indagine è stata progettata secondo le linee guida delineate dall’OMS in occasione della Giornata Mondiale della Salute. Condotta tra aprile-giugno 2002 in otto città italiane (Bari, Bologna, Catania, Genova, Milano, Roma, Torino, Verona), si basa su un campione di 4706 persone dai 18 anni in su. I dati raccolti rivelano che in generale tutti siamo coscienti che il benessere psicofisico è assicurato da una corretta alimentazione, da una giusta idratazione, da un’adeguata attività fisica e da un buon livello di controllo dello stress. E le più consapevoli nell’impostare il proprio stile di vita sono le donne.



Degli scellerati dichiarati (il 9 per cento), che mangiano male, bevono, sono grandi fumatori sedentari e stressati, la maggioranza è composta da uomini. Vicini a tale categoria ci sono poi gli indifferenti (il 47 per cento), in gran parte ancora uomini, che presentano atteggiamenti e comportamenti simili. Di costoro, oltre il 35 per cento accusa sintomi di sofferenza da stress (tensione, nervosismo, tendenza all’isolamento). Il 42 per cento degli intervistati, invece, si considera giudizioso: sono più spesso donne dinamiche, che curano la propria alimentazione (con rari strappi alla regola), che fumano poco o nulla, gestiscono meglio le situazioni di stress.




Ma in molti aspetti i due sessi si avvicinano: per vincere la tensione, ad esempio, si gratificano comprandosi qualcosa di nuovo, generalmente un capo d’abbigliamento (il 76 per cento delle donne, il 56 per cento degli uomini), oppure si regalano un trattamento estetico o un massaggio (il 55 per cento delle donne, il 44 per cento degli uomini). Sono soprattutto le donne a collegare la soddisfazione di sé con il peso forma. Si nutrono o cercano di farlo con cibi considerati sani (verdura, yogurt, cereali), mentre le più soddisfatte sono quelle sottopeso e chi ha un peso normale si vede e si sente sempre “troppo grassa”.




A gettare un’ombra preoccupante sul rispetto delle norme fondamentali di salute vi sono però alcune abitudini diffuse: il 31 per cento del campione intervistato fuma e consuma in media undici sigarette al giorno, mentre gli ex-fumatori sono il 26 per cento circa. I fumatori sono più spesso di sesso maschile e tendenzialmente giovani. Ma gli over 45 fumano di più. Anche il consumo di superalcolici è diffuso, ancora una volta più fra gli uomini e in particolare fra i giovani.




Gli scellerati e gli indifferenti sono concentrati geograficamente nelle aree di Bari e Bologna, mentre la “palma del salutismo” va a Milano e a Torino. L’identikit è stato tracciato incrociando i risultati ottenuti in quattro aree che contribuiscono al benessere: nutrizione, attività fisica, gestione dello stress ed idratazione. Quest’ultimo capitolo rivela che, quando avverte lo stimolo della sete, l’80 per cento del campione beve acqua minerale, ma non quanto dovrebbe. Sono in pochi quelli che vanno alla ricerca di acque minerali con particolari proprietà organolettiche ed il 51 per cento beve solo quando ha sete, mentre si dovrebbe bere prima di aver sete. Durante i pasti la donna beve meno spesso dell’uomo; preferisce farlo lontano dai pasti, forse convinta, a torto, che in questo modo l’acqua non faccia ingrassare.



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