Scienza ed etica: le scoperte che fanno riflettere

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Sempre più spesso negli ultimi tempi la scienza si è dovuta scontrare con la morale, in un campo di battaglia che mette a dura prova il nostro modo di pensare e la nostra concezione etica. Parlare ormai di realtà che supera le più sfrenate fantasie degli sceneggiatori hollywoodiani, appare quasi banale, visto le sconcertanti scoperte, a partire dalla clonazione, che stanno rivoluzionando il mondo scientifico. Ecco le più clamorose e le loro possibili implicazioni.



Londra, Royal Free Hospital. A fine novembre il chirurgo inglese Peter Butler annuncia che, al massimo tra nove mesi, sarà in grado di eseguire, primo al mondo, un trapianto di faccia. Chi ha visto il film “Face Off” del regista nippo-americano John Woo, ricorderà come la trama, che ha molti appariva allora (solo un paio d’anni fa) come assolutamente irreale, vedeva un ispettore di polizia (John Travolta) farsi trapiantare le sembianze facciali di un pericoloso delinquente psicotico (Nicholas Cage), per sventare un terribile attentato.




L’ipotesi inquietante proposta dal film, in realtà, sarebbe alla portata della moderna chirurgia e potrebbe risolvere molti casi di deturpazioni dovute ad incidenti o malattie (ricordate un altro film celebre, come “Elephant Man” di David Lynch?). Ma quanti saprebbero adattarsi a vivere con una faccia di un altro? Visto anche che le espressioni e le imperfezioni del viso sono quelle che più di ogni altra cosa rappresentano l’identità e la personalità di un essere umano. Senza considerare gli aspetti legali: e se un delinquente assumesse un’altra identità (come già si fa oggi con le plastiche facciali) per sfuggire alla giustizia?




Non meno preoccupante è l’altra notizia, arrivata sempre a novembre. Gli scienziati Craig Venter, già autore della mappatura genetica umana con la sua società Celera Genomics, e Hamilton Smith, premio nobel per la medicina nel 1978, hanno annunciato di aver dato il via ad un progetto clamoroso: realizzare una forma di vita in laboratorio. I due ricercatori intendono costruire, partendo dal Dna del Mycoplasma genitalium, un nuovo microrganismo unicellulare, cioè costituito da una sola cellula, con il minor numero possibile di geni (256), capaci però di assicurarne la sopravvivenza e la riproduzione.




La coppia di scienziati, accusati da più parti di volersi sostituire a Dio, si è difesa parlando di esperimento eticamente corretto e finalizzato da una parte a svelare i segreti della vita, dall’altra a creare forme di vita artificiali sfruttabili sul piano pratico, come ad esempio per la distruzione dell’anidride carbonica responsabile dell’inquinamento dell’atmosfera o per la produzione di idrogeno, sfruttabile come carburante. Chi ha ragione secondo voi?



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