Scienza: il teletrasporto è possibile

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Star Trek aveva ragione. I celebri “teletrasporti” del capitano Kirk e dei suoi compagni da un’astronave all’altra sono possibili. Molti fisici ne sono convinti e qualcuno c’è pure riuscito. L’ultimo, in ordine di tempo, è stato qualche settimana fa il danese Eugene Polzik, professore all’Istituto di Fisica e Astronomia dell’Università di Aarhus. Certo, per ora si fa solo con la materia infinitesima, ovvero con gli atomi. Ma la strada perché quello che sembrava solo uscito dall’immaginazione degli scrittori di fantascienza diventi realtà, è tracciata.



A riuscire per primo in un esperimento del genere è stato il fisico austriaco Anton Zeilinger, dell’Università di Innsbruck, che nel 1997 riuscì a teletrasportare un fotone da un luogo ad un altro. Ma Polzik è andato ancora più là. Il vero problema, infatti, comincia quando si lavora con milioni di atomi, come è il caso di organismi più complessi. Ma anche questa frontiera è stata abbattuta, proprio dallo scienziato danese, che è riuscito a farlo addirittura con un trilione di atomi di cesio.




Spiegare il meccanismo con cui funziona il teletrasporto è abbastanza complesso. Il concetto base, comunque, si fonda sulla capacità, scoperta dalla fisica quantistica, da parte della materia di trasmettere informazioni a distanza. Nell’esperimento di Polzik, ad esempio, si è riusciti a far comunicare fra di loro, intrecciandoli opportunamente, due nuvolette di cesio gassoso. Quando le molecole di una nuvoletta venivano stimolate opportunamente, quelle della nuvoletta gemella reagivano nello stesso modo.




Difficile ipotizzare quando si riuscirà a teletrasportare oggetti più complessi, o addirittura essere viventi. Le applicazioni più probabili, invece, riguardano i computer, che potrebbero operare con una logica di nuovo tipo grazie al teletrasporto e con possibilità inimmaginabili. Si tratta dei cosiddetti “computer quantici” , descritti anche dallo scrittore Michael Crichton (l’autore di “Jurassic Park”) nel suo ultimo libro “Timeline” dedicato ai viaggi nel tempo.




“La tecnologia quantistica – scrive Crichton – contrasta apertamente con il nostro senso comune e con le nostre convinzioni sul funzionamento del mondo. Essa descrive un mondo in cui i computer funzionano senza essere stati accesi e gli oggetti vengono trovati senza che li si cerchi. A partire da una singola molecola è possibile costruire un computer di potenza inimmaginabile. L’informazione si sposta istantaneamente da un punto a un altro, senza fili o reti di sorta. Si possono esaminare oggetti distanti senza neppure toccarli. I computer operano i loro calcoli in universi altri. E il teletrasporto – proprio come in Star Trek – è ormai una pratica ordinaria, utilizzata in molti modi diversi”.



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