Scienza: un weekend sulla luna

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C’era un tempo in cui “chiedere la luna” voleva dire domandare qualcosa di assolutamente improponibile. Oggi, grazie alle ultime innovazioni tecnologiche, la possibilità di avere davvero la luna, anzi magari di passarci un weekend camminando tra i crateri del nostro satellite, si avvicina sempre di più. Tanto che qualcuno già i ipotizza la creazione di un vero e proprio business turistico della Luna.




La nuova frontiera del divertimento lunare è iniziata il 20 dicembre scorso, quando è stato lanciato nello spazio il prototipo della prima sonda costruita da una società privata, l’americana Transorbital. A novembre toccherà ad una seconda sonda, chiamata Trailblazer, che oltre a trasmettere fotografie scientifiche, lascerà cadere sulla superficie lunare una capsula contenente messaggi, biglietti da visita, ceneri umane ed altre piccola curiosità che possono essere imbarcate al costo di 2.500 dollari per grammo.



Nel 2004 la Transorbital prevede il lancio di altre due sonde commerciali, con capsule avanzate per lo sbarco. Per il 2005, un’altra società americana, la Lunacorp, farà scendere sul pianeta un piccolo robottino, l’Icebreaker. Che sarà possibile pilotare personalmente in uno degli Science Center o in un Museo della Scienza, via internet tramite uno joy stick, divertendosi con il primo videogioco interattivo lunare.




Ma gli obiettivi sono ancora più ambiziosi. Nel settembre scorso il Dipartimento di Stato americano ha infatti aperto la possibilità di viaggi verso la Luna anche ai privati. E molti si stanno muovendo in questa direzione. Come la Universal Space Lines, la compagnia americana che aprirà, a suo dire, l´era del turismo spaziale entro il 2010. Ma i progetti internazionali di questo tipo sono parecchi e le prenotazioni fioccano davvero.




Ma c’è anche chi sulla Luna ci scherza. Sono gli autori del sito Moontruth (“la verità sulla Luna”), che cavalcando l’onda dei dubbi sul fatto che realmente qualche uomo abbia posto piede sul suolo lunare, hanno messo in rete un filmato divertentissimo. Nel sito lo spacciano per autentico (in realtà dietro l’operazione c’è un agenzia pubblicitaria) e vi si vede Armstrong, mentre sta posando il primo piede sulla Luna, colpito da un’impalcatura allo schiena: la scena si allarga e si capisce che il tutto è stato girato in uno studio tivù.



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