Scuola: nasce la scuola di domani

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Più italiano, meno storia. Anzi no, più lingue straniere e meno matematica. E´ davvero difficile raccapezzarsi leggendo i titolo dei grandi quotidiani dedicata alla faticosa marcia verso la riforma dei cicli scolastici. Quella che, per intenderci, accorperà elementari e medie, terminerà a 18 anni (invece degli attuali 19) e che prenderà il via con il prossimo settembre. Ma le novità riguardano anche e soprattutto i programmi che verranno seguiti nel primo ciclo di base. Con qualche sorpresa.



L´unica cosa che non cambia è l´età di inizio, i tradizionali sei anni, successivi ai tre di scuola materna. Da qui partirà il primo ciclo di base, di 7 anni. Nei primi due anni l´insegnamento avverrà per grandi ambiti: educazione linguistica, educazione matematica, storico-sociale e scienze-natura. Dal terzo anni inizierà l´insegnamento delle singole materie, con non poche novità, che in qualche caso non hanno mancato di suscitare le perplessità dei professori, che in poco meno di sette mesi dovranno digerire le nuove direttive.



Una delle quali riguarda l´insegnamento della storia, che si studierà una sola volta, a partire dai 10 anni e sino ai 15, quando si terminerà la scuola dell´obbligo (con due anni di secondo ciclo, cui possono seguire altri tre anni per completare l´iter scolastico, con approfondimenti dei temi trattati). Altra novità è quella che riguarda le lingue straniere, che saranno due: la prima inizierà dal primo giorno di scuola dei neo studenti, la seconda a partire dal sesto anno (quindi da 11 anni).



La matematica diventerà meno nozionistica e assumerà pari dignità rispetto all´italiano, mentre la geografia si intreccerà con la storia, eliminando la tradizionale divisione dello studio in Italia al primo anno, Europa al secondo e Mondo al terzo. Infine l´educazione civica: già a sei anni si comincerà ad insegnare la Costituzione e l´assetto della Repubblica. Obiettivo dichiarato del ministro Tullio De Mauro, portare fino in fondo al ciclo tutti gli studenti, senza abbandoni.



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