Seno: tutte le novità sul fronte tumori

Medicina - Tumori



Diagnosi precoci e terapie adiuvanti, come la chemioterapia e la terapia ormonali. Sono le principali armi utilizzate per la cura del tumore della mammella. Che consentono di ridurne notevolmente la mortalità. Nuove regole e metodi che sono stati ratificati dalla più alta autorità medica americana del settore, il National Institute of Health, che ha confermato la validità, soprattutto delle terapie adiuvanti per il tumore al seno. Buone notizie quindi, sul fronte di una delle malattie più temute da tutte le donne.



Il tumore al seno rappresenta il 20-25 per cento dei tumori maligni femminili, con una maggior incidenza nelle donne tra i 55 e i 65 anni. In Italia si registrano ogni anno 31 mila nuovi casi (in aumento) e 11 mila decessi. Tra i fattori di rischio: obesità, menopause tardive, fattori genetici e parti tardivi oltre i 30 anni (più sono i figli, minore è il rischio). Molto però può essere fatto riguardo alla prevenzione, a partire dalla diagnosi precoce, con autopalpazione mensile a partire dai 20 anni, visite ogni tre anni tra i 20 e i 40 anni ed ogni anno dopo i 50, mammografia ogni due anni tra i 40 e i 49 anni e ogni anno dopo i 50. Ma anche un´alimentazione sana e un´attività fisica continuativa tengono lontani dal rischio.



Negli ultimi cinque anni, secondo l´Associazione Italiana Oncologi Medici, si è avuta una riduzione della mortalità del 4,5 per cento. E questo grazie, oltre che alla diagnosi precoce, anche alla terapia adiuvante, che viene praticata dopo e, talvolta, anche prima dell´asportazione chirurgica del tumore, per evitare che si ripresenti. Con quest´ultima cura, a cinque anni dall´asportazione, le donne considerate guarite sono state ben il 65 per cento. Percentuale che sale al 99 per cento se si è intervenuti in tempo, quando i linfonodi non erano coinvolti.



Quali, dunque, le cure consigliate e caldeggiate dall´Nih? Prima su tutte la chemioterapia tradizionale (sia adiuvante che neoadiuvante), cui è attribuita buona parte del merito della riduzione della mortalità, poi il versante delle terapie ormonali, come quelle che richiedono l´uso di tamoxifene, infine la radioterapia, necessaria in tutti i casi in cui l´asportazione della mammella è stata parziale ma anche quando la mastectomia sia stata radicale, se il tumore è superiore ai tre centimetri.



Tag:


Presente in:

Medicina - Tumori

CONDIVIDI CON I TUOI AMICI E CONOSCENTI
Partecipa anche tu alla discussione *
Elenco articoli in archivio
Selezionare l'anno

(non ci sono ancora articoli in archivio per questa sezione)