Sessualità: andropausa fantasma

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L’andropausa maschile? Una bugia bella e buona, causata nella maggior parte dei casi da pigrizia e stili di vita errati, ed alimentata per di più dalle grandi industrie farmaceutiche, interessate al business dei cosiddetti sostituti del testosterone (come il celebre Viagra). E’ questa la clamorosa tesi di uno scienziato americano, John McKinlay, ricercatore dell’istituto New England di Watertown.




McKinlay ha riesaminato i dati di uno dei più ampi studi sull’invecchiamento dell’uomo, condotto su 1.700 pazienti. Scoprendo che gli ormoni maschili (a differenza di quelli femminili) declinano gradualmente con l’avanzare dell’età, al ritmo del 0,5 per cento. Troppo poco per dar evidenza dell’esistenza di una sindrome. Insomma, il calo del desiderio sessuale dopo una certa età dipenderebbe in realtà da altri fattori, legati allo stile di vita: pigrizia, voglia di non fare, eccesso di alcol e fumo.



“In tutto il mondo – spiega il ricercatore americano – l’invecchiamento maschile alimenta interessi pubblici e anche, accidentalmente, il mercato lucrativo”. Accusi simili a quelle mosse anche verso chi insiste sulla nascita di una nuova malattia, l’impotenza femminile, e sostiene la necessità di risolverla col Viagra Rosa. E la tesi di McKinlay trova supporto anche da noi. “Non c’è niente di definitivo – dice Giovanni Spera, internista endocrinologo dell’università La Sapienza -. Fatalmente il livello del testosterone nell’uomo declina, ma spesso è un fenomeno che non viene avvertito. Un tempo questo processo prendeva avvio dopo i 50, mentre oggi è tardivo, dopo i 60, grazie al miglioramento della qualità della vita. Si è visto anche che il livello ormonale si ristabilisce con stili di vita sani, alimentazione corretta e attività fisica”.




E due ricerche simili, stanno dando risultati in line con quelli già avanzati in America. E’ in corso uno studio europeo, che coinvolge anche l’Italia, per misurare il testosterone di 2.300 uomini negli anni. Dal primo studio pilota su 200 individui tra i 40 e gli 80 anni, non sono state osservate “modificazioni significative del testosterone totale, quello che circola nel sangue – anticipa Gianni Forti, docente di andrologia dell’università di Firenze -. Mostra invece un declino di quello cosiddetto libero, che esercita certe funzioni tipicamente maschili, fa crescere la barba, dà forza muscolare. Di sicuro c’è che la sessualità non è una risposta biochimica, ma dipende da stato di salute della coppia, dall’atteggiamento psicologico, dalle condizioni della donna”. E in un’altra indagine dell’università di Padova su una popolazione di ultrasettantenni, è emerso come il 40 per cento abbiano affermato di aver mantenuto intatto il proprio desiderio sessuale.



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