Sessualità: infezioni estive

Psicologia - Sesso



Estate, stagione ideale per flirt occasionali. Tanto meglio se all’estero, in un paese lontano ed esotico, quindi al di fuori di occhi indiscreti. Un modello di comportamento seguito da molti giovani, ma che può comportare anche rischi rilevanti. Ad affermarlo è l’infettivologo bresciano Gianpiero Carosi che, a margine di un incontro dedicato al tema dell’Aids, ha ricordato come in estate il rischio di contrarre infezioni, più o meno gravi, trasmesse durante i rapporti sessuali, dalle vaginiti femminili, agli herpes genitali, alla clamidia fino all´Hiv aumenta.



“Con la bella stagione, le vacanze, i viaggi, e persino un abbigliamento più disinvolto - spiega l´esperto, citando i risultati di un´indagine condotta dal centro bresciano di infettivologia e malattie tropicali, da lui diretto - il rischio per i ragazzi triplica. Il problema è ancora una volta la mancanza di adeguata educazione sessuale, che abbia inizio però dai banchi di scuola elementare. E´ difficile infatti - aggiunge - far passare un messaggio di prevenzione a 18 o 20 anni”.




Spesso neppure l’uso del preservativo mette al riparo, perché, come spiega Carosi, “non tutti sanno usare, c´è chi, ad esempio, lo tiene nel portafogli o nel cruscotto della macchina per più di un mese, con il rischio che il caldo possa deteriorare il lattice, chi lo mette male, e chi non si accorge di tagli o lesioni del condom”. Inoltre, molte infezioni, come l’herpes, hanno varianti non ben note in Italia. Attenzione particolare va poi posta sulla clamidia, perché è difficile da diagnosticare e può provocare anche sterilità.



Altra infezione da non sottovalutare è la gonorrea, che può causare complicazioni gravi alle donne come infiammazione pelvica, dolore pelvico cronico e un rischio maggiore di gravidanza extrauterina. Molte forme di gonorrea, inoltre, sono resistenti anche agli antibiotici. Ma a rendere difficile prevenzione e cura di queste malattie è soprattutto la reticenza a parlarne col proprio medico: “Il silenzio sessuale – dice Hilda Hutchinson, ricercatrice della Columbia University – aumenta l’ignoranza: il 65 per cento delle persone non sa che le malattie a trasmissione sessuale possono aumentare il rischio di Hiv o cancro e molte donne non sanno che possono portare a infertilità o complicazioni nella gravidanza”.



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