Shopping scolastico: il primo impegno per alunni e genitori

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Si è conclusa la pausa estiva e, a partire da oggi gli studenti italiani di ogni ordine e grado rientrano gradualmente nelle aule scolatiche. I primi sono quelli del Piemonte, gli ultimi i siciliani, che il 30 settembre affronteranno l’inizio di quello che, quest’anno, sarà un impegno non solo per gli scolari, ma anche per i loro genitori. Un’indagine condotta dall’Istituto di ricerca Irisme Consulting per conto della rivista Il Salvagente, infatti, ci rivela che le famiglie italiane spenderanno quest’anno oltre 4,3 milioni di euro per la scuola dei propri figli. L’esorbitante cifra, pari a circa ottomila miliardi di vecchie lire, riguarda l’acquisto di libri, quaderni, astucci, penne, matite e zainetti, tutti pezzi indispensabili di un corredo che è aumentato di un 7-9 per cento, soprattutto se si tratta di prodotti griffati.



L’indagine ha esaminato cinquanta articoli selezionati tra i più diffusi in ottanta esercizi commerciali suddivisi per categorie e per aree geografiche. Consultando i consumatori ed effettuando interviste telefoniche su un campione di cinquecento famiglie, è stato possibile anche scendere nel dettaglio: solo per gli articoli scolastici le famiglie italiane spenderanno 996 milioni di euro (oltre 1.900 miliardi di lire). A cui sono da aggiungere i costi dei libri di testo, nuovi ed usati, di circa 984 milioni di euro, la spesa per le lezioni private (825 milioni di euro), per corsi di lingue, di informatica, di musica (che incide per altri 330 milioni di euro), per le enciclopedie e altri prodotti editoriali (375 milioni di euro), per l’acquisto e la manutenzione dei personal computer (circa 675 milioni di euro) per le tasse e i contributi (almeno 125 milioni di euro). E la somma dei costi non include le spese di trasporto, delle rette, di oneri straordinari relativi alle attività sportive e all’istruzione religiosa.



L’incremento della spesa potrebbe essere contenuto se si evitasse l’acquisto di prodotti griffati: un corredo completo, acquistato in cartoleria per uno studente delle medie, costa 198,5 euro; scelto invece nei punti vendita della grande distribuzione e senza badare alle marche, garantisce un risparmio nell’ordine del 50 per cento. Variano i prezzi anche da Nord a Sud, in proporzione inversa al reddito medio pro capite. Nel Mezzogiorno, dove gli accessori per la scuola sono più cari per la minore presenza di ipermercati, i ragazzini non sanno resistere al fascino delle griffes, probabilmente influenzati dalla massiccia operazione pubblicitaria, che nelle ultime settimane ha mandato in onda centinaia di spot per reclamizzare i marchi e i personaggi più amati.



A guidare gli adulti nello “shopping scolastico” sono i più piccoli, che due volte su tre hanno l’ultima parola sull’acquisto; in un caso su quattro, invece, la decisione è presa dalla mamma e solo in uno su quattordici dal papà. Pare che i genitori abbiano potere decisionale solo quando i figli frequentano l’asilo, mentre non hanno voce in capitolo se si tratta di studenti delle superiori. A guidare i giovani nella scelta dei prodotti, secondo il sondaggio de Il Salvagente, sono innanzitutto il gusto personale, seguito dal prezzo, dalla moda, dalla qualità e dalla marca, che seduce anche i padri, mentre le madri si rivelano più attente all’economicità del prodotto.



Le studentesse sono quelle che più amano fare acquisti per la scuola: degli intervistati un 48,5 per cento considera uno svago ed un divertimento la possibilità di visitare librerie e cartolerie. Ed è un bene coinvolgere i figli nella spesa, approfittando magari dell’occasione per educarli al valore dei soldi e di ciò che compra. Ai più grandicelli si può poi proporre l’acquisto di libri usati, reperibili nei mercatini e in librerie specializzate, dove è bene recarsi per tempo, in modo da poter reperire testi in buone condizioni.




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