Si scende in pista: per divertirsi senza dimenticare la prudenza.

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Con il ponte dell’Immacolata la stagione sciistica italiana taglia i nastri di partenza e tutti gli appassionati degli sport sulla neve preparano l´attrezzatura. Li attende tanto divertimento, che andrebbe accompagnato però da una buona dose di prudenza, per evitare i troppi incidenti che ogni anno accadono sulle piste.


Sono stati recentemente presentati, infatti, i dati raccolti durante la stagione sciistica 2004-2005 in numerose stazioni italiane situate su tutto l’arco alpino e appenninico, dallo studio Simon (Sistema Nazionale di Monitoraggio degli Incidenti in Montagna), curato dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità), che dimostrano come gli incidenti sulla neve potrebbero essere evitati o almeno limitati.


Guardando al panorama complessivo degli incidenti sulle piste da sci, i giovani rappresentano un gruppo particolarmente a rischio: il 50 per cento degli infortuni avviene, infatti, entro i 30 anni di età, mentre oltre i due terzi accadono entro i 40 anni. L’età media dell’infortunato è 32 anni (soprattutto uomini, solitamente più inclini a provare le nuove tendenze dello sport), alzandosi a 34 nella pratica dello sci ed abbassandosi a 24 anni in quella dello snowboard.


A dover essere particolarmente prudenti, dunque, sono proprio gli sciatori: se gli snowboarder più maturi, grazie alla maggiore esperienza e alla consapevolezza dei propri limiti nella prontezza di riflessi, sono indotti a un comportamento più cauto, quando si indossano gli sci la percezione del rischio diminuisce: ci si sente, a torto, più sicuri e padroni del mezzo, ritenuto più governabile di una tavola da snowboard e in grado di perdonare eventuali errori. Tale convinzione, però, induce spesso ad atteggiamenti di routine più disinvolti, potenzialmente suscettibili di far trovare lo sciatore impreparato di fronte ad un rischio improvviso.


Ma quali sono le principali cause degli incidenti sulle piste? La maggior parte delle volte (74 per cento) una caduta accidentale, mentre nel 12 per cento dei casi l’evento è imputabile a una collisione fra persone e appena nel 4 per cento dei casi all’origine vi è un malore. Le condizioni meteorologiche, l’affollamento delle piste, la visibilità e la difficoltà della pista stessa non sembrano avere colpe particolari: la quasi totalità degli incidenti avviene, infatti, in condizioni di bel tempo, o quando la visibilità è buona o sufficiente, mentre il 55 per cento accade su piste di media difficoltà e appena l’8 per cento su piste difficili.


La giornata nera per gli incidenti sulle piste è senza dubbio la domenica, in coincidenza col maggior afflusso di persone, giorno in cui si registra più di un quinto di tutti gli incidenti. Distribuendo poi i dati per settimana, si può osservare come il massimo numero di soccorsi si sia concentrato, nella precedente stagione sciistica, durante la settimana successiva a Capodanno e nella seconda metà di febbraio, periodo tipico delle settimane bianche.


Una maggiore prudenza sulle piste è auspicabile anche considerando il grado delle lesioni riportate dagli incidentati: solamente in un caso su quattro, infatti, il soccorso non necessita di ulteriori approfondimenti medico-sanitari e il paziente, dopo essere stato soccorso e medicato, viene mandato a casa. Nella maggioranza dei casi, invece, il soccorso esita in un invio in pronto soccorso o in ambulatorio. I danni riportati sono solitamente distorsioni, contusioni, a volte fratture o addirittura lussazioni.


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