Sids, come prevenire un nemico imprevedibile

Medicina - Attualità



Gli scienziati che la studiano la chiamano Sids, acronimo per Sudden Infant Death Syndrome; i genitori la conoscono come “morte in culla” o “morte bianca”. Si tratta della sindrome dell’improvvisa morte neonatale, che si verifica quando, durante il sonno, il neonato improvvisamente cessa di respirare.



La Sids colpisce un bambino su mille, causando ogni anno in Italia circa cinquecento vittime (il 60 per cento maschietti) e rappresenta la prima causa di mortalità nella fascia di età da uno a dodici mesi di vita.



Anche tra i medici oggi tale sindrome è ancora poco conosciuta: gli esperti pensano che sia attribuibile a diversi fattori, tra i quali piccole anomalie nelle regioni del cervello che controllano la respirazione e il battito cardiaco durante il sonno. Tali malformazioni non sono purtroppo rilevabili clinicamente, ma evidenziabili solo a posteriori tramite una minuziosa autopsia.



Date le scarse conoscenze riguardanti la Sids, è bene che i genitori, ancora poco informati sull’eventualità pur remota che colpisca il proprio bambino, seguano alcuni accorgimenti semplici ma fondamentali per ridurre i rischi.



È stato dimostrato da parecchi studi che un’ottima pratica preventiva è l’abitudine a far dormire il neonato a pancia in su. La posizione laterale o a pancia in giù, infatti, porta il piccolo ad inalare la stessa aria che ha respirato, povera di ossigeno e ricca di anidride carbonica, compromettendo così i meccanismi del risveglio.



È dovereoso anche evitare di fumare durante la gravidanza e in presenza del neonato. Il fumo in gravidanza triplica il rischio di Sids e quello passivo lo raddoppia. Le probabilità, poi, crescono insieme al numero di fumatori presenti in casa e alle sigarette fumate. Si crede che alcuni componenti del fumo di sigaretta, infatti, incidano negativamente sullo sviluppo del sistema nervoso del bambino e sulla sua capacità di risvegliarsi dal sonno.



Tra i fattori a rischio vi è anche la temperatura dell’ambiente in cui il piccolo riposa. Il suo sonno sarà più profondo se la stanza è troppo riscaldata e se il suo corpicino è troppo coperto. La temeperatura ideale è di circa 20 gradi. È bene anche scegliere per la culla e il lettino un materasso non troppo morbido, evitare spazi vuoti tra materasso e lettino e coperte che possano coprirgli il viso mentre dorme.



Varie pubblicazioni scientifiche, infine, riportano che l’allattamento al seno potrebbe essere uno dei fattori preventivi della Sids insieme all’uso del ciuccio, che mantiene il neonato in uno stato “di allerta”.



Alla Sindrome da morte improvvisa è dedicato un progetto avviato da alcuni mesi in Italia, che ha lo scopo di monitorare 50 mila bambini di tre settimane tramite elettrocardiogrammi, per verificare se alcune anomalie del tracciato siano associate ad aritmie che espongono i piccoli al rischio di Sids. Sul sito dell’ Associazione Semi per la Sids è possibile approfondire l’argomento e rintracciare i centri che sul territorio nazionale e nel mondo si occupano di questa sindrome, che rimane uno dei misteri irrisolti per la medicina moderna.




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