Soap-opera: le saghe senza fine

Cinema - Telefilm



Soap opera che passione. Meglio dire che invasione, di questi tempi, sugli schermi italiani. Non stiamo certo parlando di una novità, ma di un momento diventato irrinunciabile per milioni di donne nel mondo. La mezz´ora quotidiana incollate al video per seguire le saghe interminabili dei loro eroi. Nomi come Brooke, Ridge, Thorne, la famiglia Forrester o la rivale Spectra Fashion sono di casa da tempo anche in Italia.

Avevamo iniziato con Dallas, che profumava di petrolio e barbecue mentre le mamme italiane chiamavano le loro neonate Sue Ellen e Pamela, poi è arrivato Beautiful, e si è velocemente conquistato il trono. Tremila puntate festeggiate l´estate scorsa in Italia per 5 milioni di telespettatori al giorno. La programmazione di Beautiful, che viene trasmesso in 92 paesi nel mondo per un totale di 500 milioni di telespettatori, cade esattamente (e astutamente) all´ora del caffè quando, chi può permettersi di essere a casa, sprofonda mollemente sul divano nel sopore della digestione. Spettatrici d´ogni età, dalla teen-ager alla signora attempata, seguono fedelmente con la stessa curiosità gli intrecci erotico-sentimental-carrieristici dei loro beniamini. Fisici da copertina, perfettamente scolpiti e debitamente abbronzati, look costantemente al passo con le leggi del fashion system, abiti da sogno, make up studiatissimi.

Abbiamo visto questi attori invecchiare sullo schermo eppure non li abbiamo abbandonati. Il cast della soap-opera lavora circa 10 ore al giorno, spesso con levatacce mattutine se il copione lo impone, e ciò ha portato molti di loro a trasferire le proprie vite private negli studi televisivi. Brooke (l´attrice Katherine Kelly Lang) è senza dubbio la più amata. Bella ma non bellissima, spregiudicata seduttrice, sa usare con sicurezza tutte le armi femminili e risulta vincente nel confronto con gli uomini. Ma anche lei è una di noi, ha affrontato una maternità vera sul set ed è ingrassata vistosamente: questo ha contribuito a renderla ancora più credibile, più vicina alle donne.

Da qualche tempo esiste una risposta tutta italiana alle soap americane. Vivere, che ha appena festeggiato il primo anno di messa in onda su Canale 5 e registra già il 30 per cento di share e 5 milioni di spettatori, e Un posto al aole in onda su Raitre dal 1996 con oltre 2 milioni di telespettatori: sono rispettivamente il nord e il sud della soap nostrana. Due scommesse che hanno raccolto già ottimi riscontri. La ricetta è sempre quella: un mix fra problemi di vita quotidiana, conflitti generazionali, intrighi, suspence e immancabile passione, ovvero offrire al pubblico esattamente quello che si aspetta: uno spaccato il più possibile veritiero del loro quotidiano. Risultato: i protagonisti appaiono senza dubbio più concreti e meno patinati dei loro colleghi d´oltreoceano.

Non trascurabili naturalmente i fan club e soprattutto i siti Internet dedicati (per Beautiful sono oltre 1000), che propongono sondaggi d´opinione, aggiornamenti sulle puntate, possibilità di inviare e-mail o di parlare in chat con i propri beniamini, o addirittura di interagire improvvisandosi sceneggiatori e suggerendo possibili sviluppi alle trame. Ma adesso le telenovelas hanno trovato anche un alleato celebre addirittura in Luigi Pirandello. Secondo l´americano Richard Keller Simon, autore di Trash culture, libro in cui mette a paragone la cultura alta con quella basse, infatti, I sei personaggi in cerca d´autore sono il prototipo della famiglie rissose che affollano il piccolo schermo. Ma ce ne libereremo mai? E se non volessimo affatto guarire proprio perché sappiamo benissimo tutte che la vita là fuori non è affatto una telenovela? Ditecelo voi nel nostro sondaggio di oggi o dateci un parere in message board.



Tag:


Presente in:

Cinema - Telefilm

CONDIVIDI CON I TUOI AMICI E CONOSCENTI
Partecipa anche tu alla discussione *
Elenco articoli in archivio
Selezionare l'anno

(non ci sono ancora articoli in archivio per questa sezione)