Società: addio sigaretta.

Cultura - Attualità



La “guerra del fumo” comincia oggi. Scatta infatti, a partire da questo 10 gennaio, la contestatissima legge anti-fumo voluta dal ministro Sirchia. Niente sigarette in tutti i locali pubblici, bar, ristoranti, pizzerie, pub e anche gli uffici. Ai trasgressori una multa da 27,5 a 275 euro (aumentata del 10% rispetto al passato), raddoppiabile in presenza di bimbi e donne incinta. Uniche possibilità, eventuali aree riservate fumatori allestite dai locali. Altrimenti per i tabagisti non rimane che concedersi il vizio solo a casa propria, in auto o all’aria aperta (una scelta involontariamente sadica, quella di avviare il decreto proprio nei giorni più freddi dell’inverno… ).



Ipotizzare cosa succederà davvero oggi nei locali di tutta Italia è un azzardo, ma è certo che le provocazioni non mancheranno. Già nei giorni scorsi sono fioccati i ricorsi al Tar e le raccolte di firme anti-legge. Tra i più attivi la Fipe, la federazione italiana pubblici esercizi, che ha contestato l’obbligo da parte dei gestori di denunciare i propri clienti colti in fragranza di tabagismo pena una multa che va da 220 a 2.200 euro, e l’Associazione fumatori cortesi e non fumatori tolleranti (200 mila i soci dichiarati), che ieri sera ha organizzato una simbolica ultima “fumata collettiva” in un locale milanese, inscenando dopo la mezzanotte anche una finta retata con i partecipanti.



I locali, intanto, si stanno attrezzando, con colpevole ritardo. Appena il 4,5 % dei 240 mila esercizi di ristorazione e divertimento hanno saputo creare in tempo delle aree fumatori, adeguatamente ventilate e separate dal resto del locale come vuole la legge, ma di questi solo uno su cinque è provvisto della certificazione che ne attesta la regolarità. Eppure un anno fa, quando fu pubblicato il decreto sulla Gazzetta Ufficiale, il 40% si era dichiarato pronto alla ristrutturazione. Alcuni, specie al nord, si sono adattati alla bell’e meglio, posizionando delle grosse stufe all’ingresso dei locali, assieme ad un paio di tavolini con portacenere.



Nel bene e nel male, comunque, l’Italia si sta avviando sulla stessa strada già tracciata da altri paesi industrializzati. Con in prima fila gli Stati Uniti, dove la legge anti-fumo scattò già nel 1989 per i voli aerei nazionali ed oggi è estesa praticamente ad ogni spazio pubblico. Per i luoghi privati la parola spetta ai singoli stati e qui il più proibizionista si è dimostrato sinora la California, dove il divieto di fumare è stato esteso anche sulle spiagge e nei parchi pubblici, e c’è anche una proposta di portare da 18 ai 21 anni il limite d’età sotto il quale fumare sarà considerato “illegale”. Come dire, il decreto Sirchia potrebbe essere solo l’inizio…


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