Società: alimenti da recuperare.

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Gli avanzi? Si buttano nella spazzatura, ovviamente. Anche se il loro valore è davvero consistente. Ogni famiglia italiana getta nel cassonetto 584 euro all’anno. In pratica la spesa media di un mese per gli alimenti. Ma i più spreconi in assoluto sono gli inglesi. Secondo una ricerca realizzata dal programma radiofonico della Bbc “Costing the Earth”, tra il 30 ed il 40% del cibo prodotto nel Regno Unito viene gettato via. Roba da far mettere le mani sui capelli a ecologisti ed ambientalisti.



Il dato, davvero allarmante, ha fatto tornare alla ribalta il problema del riciclaggio alimentare. I 30 miliardi di euro buttati dalle famiglie inglesi (cifra che, secondo le previsioni, potrebbe aumentare del 15% nei prossimi dieci anni) basterebbero per combattere la fame di 150 milioni di africani, secondo le statistiche delle Nazioni Unite. In realtà la colpa di questi sprechi immensi è duplice: da una parte le famiglie che acquistano più di quello che possono consumare, dall’altra i criteri sempre più rigidi di commercializzazione dei prodotti alimentari, che fanno sì che molti prodotti che non rispettano i criteri previsti per la trasformazione e l’impacchettamento, vengano tranquillamente distrutti.



E la situazione nel nostro paese è simile. Contro i 600 euro l’anno gettati via dalle famiglie inglese, quelle italiane rispondono con un bel 584 euro di cibo che va a finire nella spazzatura, secondo l’associazione dei consumatori Adoc. La Confederazione italiana agricoltori, inoltre, ha calcolato che su un fatturato annuo di 103 miliardi di euro dell’industria agroalimentare, vengono persi ben 8,5 miliardi. Ma c’è chi a tutto questo sta pensando di porre rimedio.



“Trasformare lo spreco in risorse” è infatti lo slogan di Last Minute Market, iniziativa nata nel ’98 da un gruppo di studenti dell’Università di Bologna, coordinato dal professore di Politica agraria Andrea Sergè, con l’obiettivo di creare un mercato per la raccolta ed il riutilizzo dei beni alimentari, rimasti invenduti nei supermercati, tramite gli enti di assistenza. Presente in 12 città (tra cui Palermo, Cagliari, Bologna, Ferrara, Verona e Modena) il Last Minute Market stima di poter recuperare da un ipermercato medio, ben 170 tonnellate di alimenti l’anno.



Simile l’operato del Bancoalimentare, fondazione nata nel 1989 da un’analoga iniziativa americana, che nel 2004 ha prelevato dai supermercati nazionali 53.411 tonnellate di alimenti vari, garantendo un pasto a più di un milione e duecentomila persone bisognose nel nostro paese. Il Banco raccoglie le eccedenze alimentari di imprese agricole, aziende e supermercati che hanno problemi di stock e le ridistribuisce a 7000 enti che si occupano di assistenza.


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