Società: consigli per invecchiare bene

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Invecchiare senza paura fa bene alla salute. Ancor meglio che controllare il colesterolo, smettere di fumare e fare esercizio fisico. Secondo i ricercatori dell’Università di Yale, nel Connecticut, attendere con serenità l’ultima tappa della vita può farci guadagnare addirittura sette anni e mezzo in più. L’équipe di psicologi, coordinati dalla dottoressa Becca Levy, ha analizzato le vite di seicentosessanta volontari ultracinquantenni. I tassi di mortalità dei partecipanti sono stati confrontati con le loro risposte ad un questionario distribuito ventitré anni prima. Le domande avevano lo scopo di sondare l’opinione di ciascuno sulla vecchiaia.


Lo studio dimostrerebbe che pensare alla vecchiaia come l’età delle rughe, dei malesseri e della perdita di autosufficienza influirebbe negativamente sul desiderio di vivere a lungo. Al contrario affrontare con ottimismo gli anni che avanzano avrebbe un effetto benefico, addirittura più efficace della cura della salute (controllo del colesterolo e della pressione), capace di allungare la vita di quattro anni al massimo, o delle buoni abitudini (abbandonare il fumo, seguire un’alimentazione corretta e svolgere un’attività fisica), con cui si conquisterebbero solo due o tre anni. Il cuore di chi è ossessionato dal tempo che passa e si lascia influenzare dalle opinioni diffuse e dagli sterotipi sugli anziani è più debole perchè incapace di sopportare lo stress.


Il segreto, sostiene il direttore della rivista Riza Psicosomatica Raffaele Morelli, sta nel sapersi ascoltare, per imparare che “la vecchiaia è un frutto che matura, che porta intelligenza più larga e più profonda”. E che “si è se stessi a trenta come a cinquanta, a sessant’anni e oltre.” È bene anche non rimanere ancorati ai ricordi, ma vivere il presente, che può offrire mille occasioni per coltivare i propri interessi ad ogni età.


La dottoressa Dede Riva, che a Milano dirige l’Istituto Sperimentale di Psicodinamica Applicata (una tecnica per programmare in modo positivo la mente), sostiene che “la parte destra del cervello ha un potenziale creativo che agisce anche sulla salute e sull’invecchiamento biologico: modificandone il segno con semplici esercizi mentali in stato di rilassamento profondo, si ribaltano profondamente gli stereotipi negativi, programmando invece una vecchiaia serena”.
Intanto, nella classifica europea della longevità, l’Italia si guadagna un terzo posto, dopo la Francia e la Svezia: 82,9 anni è l’aspettativa di vita delle donne per il 2001; 76,7 quella degli uomini.



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