Società: donne da cartellone

Cultura - Attualità



Dagli orologi all´acqua minerali, dai telefonini ai bagnoschiuma. Ormai, si vende tutto solo con espliciti richiami sessuali. Si chiamino Megan Gale o Sabrina Ferrilli. Un fenomeno che sta contagiando tutti, televisione e giornali, e che coincide con quello che sosteneva il filosofo Baudrillard, ovvero che la pubblicità è già di per sé pornografia. In tempi di magra sessuale, l´evocazione dell´amplesso però è diventato un must ed un passaggio obbligato per vendere un prodotto. Ma l´ultima frontiera è stata abbattuta da un network radiofonico nazionale, che ha sollevato le proteste giuste di molte donne.

Il caso è scoppiato dopo la pubblicazione dell´ultima campagna di Radio Kiss Kiss, che è davvero difficile non giudicare oscena (potete vederla cliccando al link più in basso, che riporta al sito ufficiale della radio). La pubblicità è stata affissa in enormi manifesti di sei metri per tre affissi in tutte le maggiori città italiane, dove si può vedere una modella a gambe divaricate che non lascia alcuno spazio all´immaginazione. E che ha indignato in particolar modo una consulente bresciana, ma trapiantata a Napoli. Si chiama Maria Chiaramonte ed l´autrice di una petizione via Internet contro la pubblicità in questione.

La pubblicità ha usato molte, troppe, volte il corpo delle donne, ma mai era arrivata a tanto - racconta Maria a Spaziodonna - immagini come questa sono portatrici di una cultura rozza e pericolosa che sulla pelle delle donne ha già portato e porta ogni giorno violenza e mancanza di rispetto. Maria, che lavora al progetto Urban, organizza anche seminari dedicati alla violenza sulle donne (per informazioni: chiaramonte@connect.it) ed ha ricevuto tantissime telefonate di donne e anche una lettera di risposta, pubblicata da Il Mattino, da parte della radio incriminata.

Ma è una risposta che non mi ha soddisfatto - spiega Maria - anzi, mi attiverò in modo che sia al più presto fatta una denuncia all´autorità garante e alla magistratura. Vorrei poter organizzare un comitato per poter attivare una campagna contro questo tipo di cultura e che riporti il tema del rispetto alle donne al centro dell´interesse, perché di violenza contro le donne non si parli solo nelle pagine dei giornali come una semplice notizia di cronaca nera.

E voi, che ne pensate? Rispondete al nostro sondaggio online o scrivete un vostro parere in message board.



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